Taranto libera contro l’inceneritore

10 aprile 2010 alle 15:46 | Pubblicato su Comunicati stampa | 2 commenti

Apprendiamo dalla stampa la scelta da parte della Pubblica Amministrazione di Taranto, di autorizzare la riattivazione del “termovalorizzatore” dell’AMIU. Specifichiamo che il termine “termovalorizzatore” è improprio, non viene mai utilizzato nella normativa europea di riferimento (e nemmeno in quella italiana), nella quale si parla solo di “inceneritori”. Ricordiamo che l’inceneritore è un impianto utilizzato per lo smaltimento dei rifiuti, mediante un processo di combustione, che emette in atmosfera centinaia di sostanze inquinanti, tra le quali le più nocive sono i metalli pesanti, le diossine, i furani e le polveri ultrafini (fonte IARC) particolarmente pericolose poiché, non essendo filtrabili, penetrano attraverso la respirazione direttamente nel sangue veicolando ogni genere di sostanza inquinante. La PA è a conoscenza della gravissima condizione di disastro ambientale in cui versa la città di Taranto, quindi dovrebbe prevalere il principio di precauzione per tutelare la salute dei cittadini. Il mantenimento di temperature dei fumi al di sopra degli 850° C se da un lato può garantire la termodistruzione delle diossine, dall’altro porta ad un incremento di polveri ultrafini per il controllo delle quali non esistono normative vigenti. Ricordiamo che nel 2007 l’unione Europea ha finanziato un rigoroso studio scientifico sulla popolazione residente a Forlì, per almeno 5 anni, entro 3,5 km da due inceneritori (rifiuti solidi urbani e rifiuti ospedalieri): l’esposizione ai metalli pesanti ha prodotto un aumento di mortalità per tutti i tumori nelle donne dal +17% al +54% a seconda del tipo di tumore (mammella, stomaco, colon, retto). Ci sembra doveroso far presente che in Europa la gestione dei rifiuti del futuro non va verso l’incenerimento. L’Italia è l’unico paese al mondo che sovvenziona l’incenerimento dei rifiuti con soldi pubblici(CIP6), mentre in altri paesi europei tale pratica è tassata perché considerata contraria agli interessi collettivi. Crediamo che dietro questa scelta dell’Amministrazione Pubblica ci siano solo interessi economici e che le scelte politiche dovrebbero tener conto anche di altri fattori. Esprimiamo dunque la nostra indignazione di fronte all’ennesimo “attentato” nei confronti dell’ambiente e della salute dei cittadini di Taranto.

TarantOggi – venerdì 9 aprile- Comunicato stampa ‘Taranto libera’

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