I CITTADINI DEVONO SAPERE

27 luglio 2010 alle 21:39 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

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ANDARE O RIMANERE?

25 luglio 2010 alle 17:07 | Pubblicato su Lettere di 'Taranto libera' | 1 commento

Domenica 25 luglio alle 17.21
Domenico Cinquegrana

Nessun vittimismo, nessuna voglia di piangersi addosso…il tempo scorre e ho fretta. Perché capita sempre più spesso di fermarsi e ragionare: andare o rimanere? tutto inutile, la vita farà il suo corso e deciderà per me. Ma è brutta la sensazione che scorre nelle vene, che ti rende schiavo della tua città…un rapporto di amore e odio. Una sensazione che ti trasforma gli amici in nemici, le certezze che avevi come neve al sole. Solo contro tutti, con le spalle al muro e con una gran rabbia dentro. Come fate a capire che le cose non vanno? Come fare a stare dalla parte di chi ci inquina e ci sfrutta? Poi, passa la rabbia e aumenta la voglia di andare via…come tanti amici. Senza tanti problemi o scrupoli, andare e non girarsi indietro. Resettare il passato e iniziare una nuova vita. Anzi, con la possibilità di tornare, di incontrare chi è rimasto e provare persino nostalgia per questo vuoto che ci circonda.
Perché è difficile vivere in una città che non si occupa dei propri giovani, una città ricca di intellettuali sempre dalla parte della soluzione sbagliata, di piccole e grandi logiche clientelari…ti interessi ai convegni, partecipi alle riunioni, ti siedi affianco a gente come te e ti chiedi:” da che parte sta?con me o contro di me?”. Inizi a guardare con sospetto persone da sempre amiche e sorridenti. La verità devasta, rompe lo status quo, è rivoluzionaria ex se…non lascia spazio ai sentimenti. E mi sorge una domanda: ma voi non avete figli? Non avete paure? Credete davvero che il male tocca solo il vicino e mai voi? E inizio, così, a distinguere chi sapeva da chi era ignaro. Con grande pena per i secondi.
Strana poi la sensazione che si prova nell’incontrare coetanei di altre città…ci si sente come una specie rara, un animale da zoo. ”vivi a Taranto? ma come fate? Quando capita di passare dalla tua città accelero con l’auto, ho paura di quelle nuvole rossastre”. Abbassi lo sguardo, cerchi di trovare qualcosa di ragionevole nella tua situazione ma è un buco nell’acqua.
Oggi è domenica, mare sole e ozio…domani si ricomincia. Fare un bel respiro e lanciarsi nuovamente nel vuoto. Nessun vittimismo, nessuna voglia di piangersi addosso…il tempo scorre ed io ho fretta. 


Ecco il progetto di Taranto libera: informiamo rilanciando la fiducia nelle Istituzioni.

25 luglio 2010 alle 11:47 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

Campagna di Informazione rischi sanitari rione Tamburi

Nonostante gli sforzi dei mezzi di informazione, la popolazione del rione Tamburi non risulta ancora essere adeguatamente informata né sull’ordinanza sindacale né sui rischi sanitari correlati alla presenza di inquinanti nelle aree a verde. A tutt’oggi le misure da adottare nell’immediato, stabilite dall’ordinanza sindacale, risultano essere ancora inapplicate. Nel rione Tamburi non esiste un cartello di divieto né un manifesto che ricordi il divieto di accesso alle aree a verde imposto dall’ordinanza. Come è emerso dall’analisi di rischio, i bambini risultano essere la fascia di popolazione maggiormente in pericolo. Nasce dunque la necessità di una campagna di informazione capillare e corretta.

Taranto libera ha, pertanto, realizzato un progetto finalizzato ad ‘istruire’ in maniera semplice e attraverso una strategia mirata al rilancio della fiducia nelle Istituzioni. Il progetto, relativamente al coinvolgimento del Comune di Taranto, attende consenso da parte della Commissione Ambiente, in particolare da parte del Sindaco Ippazio Stefàno.

Ecco il progetto in sintesi:

Il messaggio base è stato formulato individuando le caratteristiche del Target Group, il vantaggio offerto da una corretta informazione sul rischio per la salute, puntando sulla visibilità e sulla comprensibilità. Si è scelta come figura retorica, l’immagine di una panchina vuota posta in un giardino incolto del Quartiere Tamburi, per evidenziare il divieto di accesso alle aree a verde.

Per garantire la massima diffusione del messaggio e per coinvolgere un maggior quantitativo di forze sociali, poiché il processo di informazione è anzitutto sviluppo della consapevolezza ed evoluzione della coscienza ambientale in un’ottica di corresponsabilità, sono state definite le seguenti metodiche:

1. Lettera del Sindaco con allegato un depliant informativo inviati in busta indirizzata al capo-famiglia. Questa iniziativa rafforza la fiducia nelle Istituzioni.

2. Nel corso della prima fase della campagna informativa (ad es. 1 settimana), telegiornali regionali e locali dovranno ricordare, mediante brevi comunicati, il divieto di accesso alle aree contaminate.

3. Installazione di manifesti in luoghi strategici poiché altamente frequentati nella zona di Taranto centro (non solo al rione Tamburi) e locandine, da distribuire nei luoghi maggiormente frequentati.

4. Pubblicazione gratuita da parte dei giornali locali del messaggio riportato sul manifesto (versione verticale) e/o distribuzione gratuita del depliant informativo.

5. Inserimento del materiale informativo sul sito del comune.

6. Brevi spot televisivi con messaggio diretto ed efficace sui rischi.

Taranto libera intende presentare, tramite i mezzi di comunicazione, il proprio progetto di campagna informativa che puo’ in parte essere già diffuso, nell’attesa che il Comune di Taranto possa aderire responsabilmente all’iniziativa. Per garantire una capillare diffusione delle informazioni, Taranto libera invita tutte le Associazioni e Coordinamenti di Associazioni a fare proprio il suo progetto o a prendere spunto da esso. Manifesti, locandine e depliant sono disponibili sul blog di Taranto libera: https://tarantolibera.wordpress.com/.

L’invito è rivolto anche ai liberi professionisti e imprenditori, agli Ordini Professionali e a tutti i cittadini.

Taranto libera condivide pienamente l’iniziativa dell’Ordine dei Medici di Taranto che ha ritenuto di dare il proprio contribuito alla campagna di informazione mediante la realizzazione di locandine da distribuire negli studi medici. Taranto libera ringrazia la Dott.ssa Annamaria Moschetti (Associazione Culturale Pediatri), per i suoi preziosi suggerimenti e il Presidente dell’Ordine dei Medici Dott. Cosimo Nume da sempre sensibile alle problematiche ambientali del nostro territorio.

Taranto libera invita infine stampa e tv a pubblicare il manifesto/locandina allegato nelle due versioni (orizzontale o verticale privi del logo del Comune) provvedendo a darne la giusta visibilità. Si ritenga, questo un contributo sociale e civile doveroso da parte dei mezzi di comunicazione.

Coordinamento Comitato Cittadino Taranto libera.

CAMPAGNA D’INFORMAZIONE RISCHI SANITARI RIONE TAMBURI. SCARICA FILE INTERNO DEPLIANT.

25 luglio 2010 alle 11:43 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

CAMPAGNA D’INFORMAZIONE RISCHI SANITARI RIONE TAMBURI. SCARICA FILE COPERTINA DEPLIANT.

25 luglio 2010 alle 11:40 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

CAMPAGNA D’INFORMAZIONE RISCHI SANITARI RIONE TAMBURI. SCARICA FILE LOCANDINA.

25 luglio 2010 alle 11:33 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento


CAMPAGNA DI INFORMAZIONE RISCHI SANITARI RIONE TAMBURI. SCARICA FILE MANIFESTO.

25 luglio 2010 alle 11:27 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

La Regione chiede più centraline e Taranto libera insiste sull’opportunità di percorrere ancora la strada dei monitoraggi

21 luglio 2010 alle 13:27 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

Corriere del giorno, 20 luglio 2010

Taranto libera insiste: “Ora si chiuda la cokeria!”

15 luglio 2010 alle 22:56 | Pubblicato su Comunicati stampa | Lascia un commento

COMUNICATO STAMPA

E’ ancora allarme. I superamenti registrati da ARPA Puglia nei primi mesi del 2010 sono risultati 3 volte superiori al valore obiettivo di 1 ng per metro cubo. Questi dati confermano le nostre perplessità in merito alle  dichiarazioni fatte dall’Ilva secondo le quali le cokerie risponderebbero in pieno a quanto previsto negli atti di intesa e sarebbero pertanto realizzate e funzionanti nel rispetto delle Migliori Tecnologie Disponibili.
Il Sindaco, secondo l’Ilva, avrebbe dunque emanato un’ordinanza ‘inutile’.

Ebbene, alla luce degli ultimi dati, viene da chiedersi quanto efficaci siano davvero queste MTD e soprattutto quanto sia utile pretendere ancora monitoraggi e campionamenti in continuo da un’azienda, l’Ilva, che prima si dichiara pronta a collaborare e poi in extremis rispedisce al mittente un’ordinanza sindacale.

Il 98% del benzo(a)pirene, prodotto nell’area industriale, proviene dalle cokerie dell’Ilva. Questo quanto sentenziato dall’ARPA. L’Ilva invece con ostinazione ribadisce che le ragioni degli sforamenti del valore obiettivo di benzo(a)pirene sono da ricercarsi in altre sorgenti emissive (quali ad esempio?).

L’Ilva lo dimostri. L’Ilva dimostri che tutti gli IPA provenienti dalla zona industriale non provengono dal polo siderurgico.

L’Ilva, invece, si arroga il diritto di calpestare Taranto e l’ordinanza emanata dal Sindaco secondo la quale l’Ilva avrebbe dovuto presentare un piano di ottimizzazione degli impianti, applicando le migliori tecnologie disponibili (BAT), finalizzato alla limitazione/minimizzazione delle ricadute in ambito urbano. Nell’ordinanza non c’è alcun riferimento al rispetto del valore obiettivo di 1 nanogrammo per metro cubo né cenni sulle misure da adottare in caso di mancato rispetto dei termini di 30 giorni. Se l’Ilva dovesse poi procedere con un ricorso contro l’ordinanza sindacale si potrebbero creare i presupposti per una battaglia senza fine.
Un comportamento da parte dell’Ilva che il comitato Taranto libera aveva previsto e che l’aveva portato a definire quell’ordinanza ‘approssimativa’. Ancora una volta numerose voci si levano invocando il rispetto. Un concetto che l’Ilva ha abbondantemente dimostrato di non conoscere.

Quante volte ancora dovremo gridare all’allarme? Quando Sindaco e Giunta comunale si decideranno a salvaguardare in primis la salute dei cittadini prendendo provvedimenti drastici ma necessari? Non c’è più tempo per il dialogo e per le richieste.

E’ arrivato il momento di fare fronte unico, si ordini, quindi, la chiusura della cokeria.

Comitato Cittadino Taranto libera.

Inviato alla stampa il 14 luglio 2010.

Metanodotto Eni, Taranto libera chiede un Consiglio comunale monotematico

14 luglio 2010 alle 09:08 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento


Corriere del Giorno, Eni 13 luglio 2010

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