SENZA ALTERNATIVE, NON C’E’ PROGRESSO

29 settembre 2010 alle 23:21 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

“Una politica che non cerca soluzioni alternative per una città è una politica contraria al progresso”.

Questo l’incipit del comunicato del comitato cittadino “Taranto libera”, che prende spunto dalla posizione manifestata dall’on. Giancarlo Cito, in merito alla fantomatica sciagura che potrebbe scaturire dalla vittoria del “SI’” il prossimo 27 marzo...-continua a leggere : TarantOggi 30 settembre 2010

Referendum Ilva: “Un messaggio che la città rivolge alla classe politica che non può essere sorda”

26 settembre 2010 alle 08:59 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

Sabato 25 marzo

“Taranto libera” boccia Bersani. Ieri presente a Taranto anche l’Onorevole Menia

“Questo intervento non è finalizzato a sostenere alcun partito politico né è da interpretarsi come un attacco rivolto ad uno specifico partito politico”.
Con queste parole si apre il comunicato stampa pervenutoci in redazione da parte del comitato “Taranto libera”, che dall’inizio di quest’anno compare tra quelle associazioni che si battono per avere una qualità della vita migliore in tema di ambiente e grande industria. Obiettivo principale del Comitato in questione è quello di combattere e “abbattere” chi inquina nella città di Taranto, al fine di garantire il diritto alla salute non soltanto dei cittadini che vivono a ridosso del grande complesso industriale ma anche di tutelare quella dei lavoratori di Ilva, Eni, Cementir.
“Taranto libera” non ha gradito affatto le parole dette dal Segretario nazionale Pier Luigi Bersani in visita a Taranto in occasione della “Festa Democratica Nazionale sul lavoro” il quale, qualche giorno fa esprimendosi sulla questione tarantina ambientale, ha esternato la sua opinione schierandosi contro il referendum consultivo indetto a marzo sulla questione Ilva-ambiente ma affermando di riporre piena fiducia nelle leggi, proprio dopo che il Governo centrale aveva varato la norma denominata( anche da giornali nazionali) salva-Ilva.
“Definire ‘inutile’ uno strumento di alta democrazia- si legge nel comunicato- come un referendum consultivo suscita sconcerto e induce a riflettere su quanto la classe politica possa oggi con merito rappresentare le istanze della cittadinanza.
A Taranto la via delle leggi non è percorribile. Con questo non si intende sostenere l’illegalità, si intende fare presente che le leggi in ambito ambientale in Italia spesso sono favorevoli al soggetto che inquina.
L’Italia con il recente decreto legislativo sul benzo(a)pirene recepisce una direttiva europea in vigore già da giugno 2008 che gli stati membri dovevano recepire entro giugno 2010. Tale direttiva ‘rinvia’ ancora una volta l’emergenza benzo(a)pirene al 2012, grazie anche all’Europa. Conosce Bersani il significato di ‘valore obiettivo’ (valore da raggiungere per quanto possibile)? E quanto è possibile tollerare il benzo(a)pirene? Ma gli inquinanti riversati nel nostro territorio sono innumerevoli e non è possibile tollerare anche quelli”.
Secondo il Comitato pro ambiente, l’unico mezzo per dare un vero indirizzo a chi deve legiferare in materia di ambiente e tutelare la salute dei tarantini è costituito proprio dal referendum, arma di tutela che dà finalmente voce al cittadino.
“Il referendum consultivo sull’Ilva – dice la nota stampa- è un messaggio che la città rivolge alla classe politica che non può essere sorda. Alla politica si chiede di tutelare la salute dei tarantini e quella dei lavoratori impiegati nel siderurgico.
Il comitato cittadino ‘Taranto libera’ avrebbe gradito da parte del Segretario nazionale un invito a recarsi alle urne, nel rispetto totale del principio di democrazia su cui, vorremmo sperare, si fonda il partito che egli rappresenta”.
Così termina l’intervento da parte del Comitato.
Ieri, intanto, era presente a Taranto il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Menia, che rispondendo alla domanda sul decreto legislativo 155, ai microfoni di BluStar TV, ha detto: “Noi su questo decreto abbiamo svolto tutto ciò che era giusto svolgere. Noi dobbiamo orientare il nostro agire secondo le direttive europee. Per quello che riguarda l’Autorizzazione Integrata Ambientale e le sue procedure, bisogna rispondere ad una serie di valori. Quando questi valori vengono oltrepassati c’è una procedura che dà dei termini entro i quali l’azienda deve rientrare. E’ quello che noi abbiamo fatto.”
A noi sembra un tantino impreparato l’On. Menia sull’argomento decreto legislativo 155. Evidentemente non l’ha nemmeno letto il decreto… Complimenti al sottosegretario all’Ambiente che non sa nemmeno di cosa stia parlando.
“Politici italiani che: perepè quà quà quà quà perepè”. Scusate lo strafalcione e la caduta di stile ma la citazione di Fabri Fibra dopo aver sentito in questi giorni Bersani, Bindi ed ora Menia era doverosa. Anche Fibra ambientalista? Mah!!!

Antonello Corigliano

Segnaliamo, inoltre, l’interessante articolo di Marco Stefano Vitiello:

REFERENDUM ILVA: UNO STRUMENTO DEMOCRATICO NEGATO DA UN PARTITO DEMOCRATICO? E’ UN PARADOSSO.

23 settembre 2010 alle 08:18 | Pubblicato su Comunicati stampa | 4 commenti


Questo intervento non è finalizzato a sostenere alcun partito politico né è da interpretarsi come un attacco rivolto ad uno specifico partito politico.

Il comitato ‘’Taranto libera’’ manifesta il proprio disappunto relativamente alle dichiarazioni del segretario nazionale del PD Pierluigi Bersani il quale dimostra scarsa sensibilità nei confronti dell’opinione pubblica.

Definire ‘’inutile’’ uno strumento di alta democrazia come un referendum consultivo suscita sconcerto e induce a riflettere su quanto la classe politica possa oggi con merito rappresentare le istanze della cittadinanza.

A Taranto la via delle leggi non è percorribile. Con questo non si intende sostenere l’illegalità, si intende fare presente che le leggi in ambito ambientale in Italia spesso sono favorevoli al soggetto che inquina.

L’Italia con il recente decreto legislativo sul benzo(a)pirene recepisce una direttiva europea in vigore già da giugno 2008 che gli stati membri dovevano recepire entro giugno 2010. Tale direttiva ‘’rinvia’’ ancora una volta l’emergenza benzo(a)pirene al 2012, grazie anche all’Europa. Conosce Bersani il significato di ‘’valore obiettivo’’ (valore da raggiungere per quanto possibile)? E quanto è possibile tollerare il benzo(a)pirene? Ma gli inquinanti riversati nel nostro territorio sono innumerevoli e non è possibile tollerare anche quelli.

Il referendum consultivo sull’Ilva è un messaggio che la città rivolge alla classe politica che non puo’ essere sorda. Alla politica si chiede di tutelare la salute dei tarantini e quella dei lavoratori impiegati nel siderurgico.

Il comitato  cittadino ‘’Taranto libera’’ avrebbe gradito da parte del segretario nazionale un invito a recarsi alle urne, nel rispetto totale del principio di democrazia su cui, vorremmo sperare, si fonda il partito che egli rappresenta.

Comitato Cittadino ‘’Taranto libera’’

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO:LE FORZE AMBIENTALISTE DI PUGLIA E BASILICATA SI UNISCANO.

19 settembre 2010 alle 15:42 | Pubblicato su Comunicati stampa | 3 commenti

Di recente la Procura di Potenza ha aperto un fascicolo d’inchiesta a carico di amministratori del Comune di Taranto e di dirigenti dell’Ilva, con le ipotesi di reato di omissione in atti d’ufficio e di violazioni ambientali in relazione alla situazione di inquinamento della città. Una notizia che riempie di speranza il cuore dei Tarantini poiché li fa sentire meno soli nella battaglia contro l’inquinamento e che offre un’occasione irripetibile di collaborazione tra le forze ambientaliste di due regioni: la Puglia e la Basilicata.

A Taranto le vicende legate all’inquinamento si susseguono senza sosta e di recente il fronte degli ambientalisti che reclamano la chiusura della parte piu’ inquinante dello stabilimento siderurgico, maggiore fonte di inquinamento, si mobilita a sostegno di un referendum consultivo, promosso dal comitato ‘’Taranto Futura’’. Un referendum che dia voce alla città che sproni la classe politica a realizzare i presupposti reali per un futuro diverso, al fine di tutelare la salute dei Tarantini e quella di tutti i lavoratori.

In Basilicata il Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute di Basilicata ha presentato una petizione in cui si lamenta la mancanza di tempestività  delle Procure lucane, in merito alle numerose denunce (anche pubbliche) da tempo presentate per violazioni in materia ambientale, come le accertate violazioni avvenute all’interno del megainceneritore Fenice nel nord della Basilicata, che ha prodotto l’inquinamento delle falde acquifere nelle campagne circostanti, e dove l’impianto del gruppo FIAT continua “tranquillamente” a bruciare rifiuti. In Valbasento si continua a morire per i danni prodotti dall’industria che lavorava le micidiali fibre d’amianto producendo Eternit. Il territorio è inoltre inquinato da decine di discariche ancora da bonificare.
Per non parlare dell’inquinamento del suolo nell’area industriale di Tito, una bomba ecologica dal potenziale devastante, che ha raggiunto le falde acquifere e che sembra sia arrivato nel fiume Basento. Dati forniti da METAPONTUM AGROBIOS sul proprio sito internet hanno evidenziato una presunta violazione del DM 60/2002, nel periodo giugno-luglio 2009, relativa all’inquinamento da biossido di azoto (NO2) in Valdagri, nell’area industriale di Viggiano.

Paradossalmente pero’, si hanno notizie di tempestivi procedimenti penali per procurato allarme a carico di chi si batte perché emerga la verità come M. Bolognetti (segretario dei radicali lucani) e il Tenente di Polizia G. Di Bello (con sospensione dal lavoro di quest’ultimo), per aver divulgato i dati sull’inquinamento delle acque degli invasi lucani, ai sensi della Convenzione di Aarhus che sancisce il diritto dei cittadini al libero accesso alle informazioni in materia ambientale, invece di promuovere dei controlli e delle verifiche sulle loro affermazioni.

Ma le cose possono cambiare e noi ci auguriamo che il sostituto procuratore presso il tribunale di Potenza Anna Gloria Piccinni possa comunque svolgere serenamente il proprio delicatissimo lavoro di indagini sull’inquinamento a Taranto. Tuttavia le anime ambientaliste non possono non mostrare mutua solidarietà, comprensibile, data la lontana possibilità di vedere risolte le rispettive problematiche ambientali in tempi brevi e con certezza della pena. Ci sentiamo di sostenere l’iniziativa dell’avv. Nicola Russo, coordinatore di ‘Taranto Futura’ che aveva presentato un esposto alla Procura di Potenza e crediamo nella sua puntuale azione di vigilanza.

Allora uniamo le forze ambientaliste sollecitando il lavoro della Magistratura tanto in Puglia quanto in Basilicata.

Comitato Cittadino ‘’Taranto libera’’

( per contatti: tarantolibera@virgilio.it)

Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute di Basilicata

(per contatti saluteambiente@inventati.org)

ENI: DOV’E’ FINITO IL CONSIGLIO COMUNALE MONOTEMATICO?

14 settembre 2010 alle 11:03 | Pubblicato su Comunicati stampa | 2 commenti

TARANTO LIBERA PROPONE UN’ INTERROGAZIONE.

Nel mese di giugno 2010 il Comitato Taranto libera sollevava dei dubbi relativamente all’autorizzazione concessa dal Comune di Taranto a Snam rete gas per l’avvio della costruzione di un metanodotto utile al trasporto di gas metano all’interno della Raffineria ENI.

Taranto libera scopriva, infatti, una relazione tra quell’autorizzazione e l’esistenza di una pratica in corso per la realizzazione di una diramazione utile ad alimentare una centrale a ciclo combinato da 240 MWe che, come sappiamo, avrebbe prodotto un aumento complessivo spaventoso della quantità di monossido di carbonio e di anidride carbonica. Contro la sua costruzione Regione Puglia e di recente anche il Comune di Taranto hanno presentato ricorso avverso il Ministero dell’Ambiente. La costruzione del metanodotto è stata però ritenuta necessaria dal Comune di Taranto, solo accogliendo valutazioni fatte dal legale del proponente, senza verificarne l’effettiva pubblica utilità o eventuali scopi aggiuntivi di utilizzo. L’autorizzazione alla costruzione del metanodotto non convince e merita necessari approfondimenti. Da allora numerose le promesse di ‘’fare chiarezza’’: il Consigliere del Mjl Antonietta Mignogna manifestò, relativamente al ‘caso’ metanodotto la sua volontà di fare chiarezza rivolgendosi, se necessario alla Procura; il Presidente della Commissione Ambiente Gabriele Pugliese assicurò che tempestivamente si sarebbe fissata una data per un consiglio comunale monotematico. Infine, dopo il ‘congelamento’ dell’O.d.G. proposto dal Consigliere Claudia Filomena Vitale, che sostanzialmente proponeva in autotutela un annullamento del provvedimento solo nel caso in cui il metanodotto fosse anche funzionale all’alimentazione di una centrale a ciclo combinato da 240 MWe di potenza, è subentrato il silenzio.

Un silenzio assordante per Taranto libera che non dimentica. Taranto libera ha chiesto che in occasione del prossimo Consiglio Regionale del 22-23 settembre venga presentata un’interrogazione per l’annullamento delle autorizzazioni concesse in passato dalla Regione Puglia, relativamente ad una pratica ancora in corso, per la costruzione di un ramo di metanodotto (da quello principale approvato) funzionale all’alimentazione di una centrale da 240 MWe di potenza.

Inoltre Taranto libera, in merito all’autorizzazione concessa dal Comune con delibera del 1 marzo 2010, ha più volte chiesto al Comune di Taranto dei chiarimenti ufficiali relativamente alla decisione della Provincia di Taranto di esprimere parere favorevole alla non assoggettabilità a V.I.A. del metanodotto. Richieste ancora disattese. E non spetta a noi dare risposte ufficiali alla città. Ricordiamo, infatti, che l’Art.29 del D.Leg.vo n.152 del 3 aprile 2006 prevede quanto segue. La Valutazione di Impatto Ambientale costituisce presupposto o parte integrante del procedimento di autorizzazione o approvazione. Senza la previa autorizzazione di impatto ambientale, provvedimenti e autorizzazioni sono annullabili per violazione di legge. Un’opera è assoggettabile a VIA quando può produrre impatti significativi sull’ambiente o sul patrimonio culturale. Nel caso della costruzione del metanodotto sono, infatti, significative le possibili alterazioni del patrimonio culturale, paesaggistico come anche eventuali malfunzionamenti dell’opera stessa in corso di realizzazione o in fase di esercizio. La zona di interesse archeologico è, inoltre, molto importante dal punto di vista storico-culturale e rappresenta un patrimonio di inestimabile valore per la città di Taranto. Tanto è vero che, la Regione Puglia con nota del 31.10.07 prot.n. 16789 ribadiva che le opere previste per la realizzazione del metanodotto, avrebbero dovuto essere soggette a V.I.A (Valutazione di Impatto Ambientale), compito che spettava alla Provincia di Taranto Settore Ecologia ed Ambiente. La Provincia però, in data 09.10.08 prot. 51809 inoltrava invece parere favorevole alla non assoggettabilità a V.I.A dell’opera. Taranto libera propone, per questo, un’ulteriore interrogazione alla Provincia. Nel caso di mancate risposte, Taranto libera si impegnerà affinché emergano eventuali responsabilità in merito sia da parte del Comune sia da parte della Provincia.

Coordinamento Comitato Cittadino Taranto libera

inviato alla stampa il 14 settembre 2010

di Rosa D’Amato (Coordinamento Taranto libera)

Fiorella Mannoia, affermata cantante italiana, artista sensibile e socialmente impegnata. Così definisco la mia cantante preferita.

Il 19 settembre la Mannoia terrà un concerto pro FAI, Fondo Ambientale Italiano a Taranto. E fin qui nulla da dire.

Ma leggo sul sito del FAI  e sui manifesti  in città che sponsor dell’evento è Eni.

Allora più domande sono sorte spontanee :

Il FAI e l’artista sanno come e quanto l’Eni contribuisce a rendere Taranto la città più inquinata d’Europa grazie al particolato emesso e alle tonnellate di benzene che annualmente vengono riversate in aria?

Sanno cosa l’Eni progetta di realizzare a Taranto? Una centrale termoelettrica a ciclo combinato della potenza di 240 Mw con conseguenze negative per salute e territorio, con un peggioramento delle emissioni di monossido di carbonio (da 87 ton/a a 456 ton/a) e con un formidabile incremento della CO2 del 276%.

Ma una fondazione nazionale può non saperlo? Passi che l’artista ignori, ma il FAI no! Oltretutto esiste una delegazione FAI tarantina, molto attiva fino ad aprile 2009, e a cui ho scritto il mio disappunto.

Poi riflettendo, continuo a chiedermi: come mai è stata scelta proprio Taranto come location?

L’ipotesi che ho fatto, e che spero sia errata, è la seguente : l’Eni tenta di pulire la propria immagine con eventi culturali, addirittura con lo scopo di raccogliere fondi per una nobile causa ambientale nazionale.

A questo punto la mia riflessione continua e mi domando:

Perché l’Eni non collabora con una Associazione locale?  Anche a Taranto operano Fondazioni, Associazioni che promuovono cultura, arte, archeologia e/o tutela dell’ambiente.

Ma l’aria a Taranto è cambiata: nessuna associazione avrebbe mai accettato!

RISARCIMENTO, IL COMUNE VADA AVANTI.

10 settembre 2010 alle 13:07 | Pubblicato su Comunicati stampa | Lascia un commento

CORRIERE DEL GIORNO, 8 SETTEMBRE 2010

DATA DEL REFERENDUM: 27 MARZO 2011

4 settembre 2010 alle 08:37 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

COME SOSTENITORI UFFICIALI DEL REFERENDUM, INSIEME AD ALTRE ASSOCIAZIONI E CITTADINI, SPECIFICHIAMO QUANTO SEGUE:

2 SETTEMBRE 2010: ALLARMATI DALLE DICHIARAZIONI DEL PROF. FABIO MATACCHIERA,SECONDO IL QUALE LA DATA DEL REFERENDUM ERA STATA FISSATA DAL COMUNE DI TARANTO PER IL GIORNO DI PASQUA (24 APRILE 2011), ABBIAMO SUBITO CONTATTATO L’AVV. NICOLA RUSSO COORDINATORE DEL COMITATO PROMOTORE REFERENDARIO ‘TARANTO FUTURA’, PER AVERE SUE DELUCIDAZIONI IN MERITO. L’AVVOCATO RUSSO CI HA SUBITO SPIEGATO CHE ERA A CONOSCENZA DI TUTTO E CHE ATTENDEVA LA NUOVA DELIBERA CHE AVREBBE FISSATO LA DATA DEFINITIVA DEL REFERENDUM. L’AVV RUSSO CI AVEVA ANCHE ANTICIPATO CHE SAREBBE INTERVENUTO IL GIORNO DOPO PER CHIARIRE LA VICENDA. RIPORTIAMO LE SUE SPIEGAZIONI:

3 SETTEMBRE 2010: ‘‘L’avv. Nicola Russo promotore del referendum,ha fatto sapere che la decisione di votare il 24 aprile, giorno di Pasqua e vigilia della Liberazione, è stata solo una svista e che si è subito provveduto al cambio di data, tanto è vero che lo stesso comitato referendario Taranto Futura, sapendo dell’errore e aspettando la sua correzione,ha preferito non divulgare alcuna notizia. Nel comunicare la data ultima del referendum, il comitato cittadino ringrazia il Capo di Gabinetto del Comunedi Taranto- dott.ssa Danese-ed i suoi collaboratori,il Direttore Generale -dott.ssa Franchitto , unitamente ai suoi collaboratori, la dott.ssa Esposito, funzionario dirigente dell’ufficio elettorale e la dott.ssa Arpaia dell’ufficio decentramento, unitamente sempre ai loro collaboratori, per la professionalità manifestata nei continui rapporti di collaborazione intercorsi con il comitato promotore referendario, prima ,durante e dopo la raccolta delle firme. Il comitato sente di ringraziare vivamente anche il comitato dei Garanti sul referendum consultivo comunale costituito dal prof.Uricchio, dal Magistrato Procuratore della Repubblica dott. Acquaviva e dal prof.Triggiani. Presto il Comitato indirà una conferenza stampa mirata sul referendum, in vista anche del giudizio amministrativo che pende dinanzi al Tar Lecce, in seguito all’azione dei sindacati CGIL, CISL,nonché di Confindustria ed Ilva, per annullare il referendum in questione.”

SI FERMA LA BONIFICA MA C’E’ MASSIMA PRECAUZIONE. LE ‘OPINIONI’ DI ASSENNATO NON CONVINCONO.

4 settembre 2010 alle 08:21 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

LA POLEMICA, MA IL RISCHIO SANITARIO E’ REALE!

4 settembre 2010 alle 08:16 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

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