ENI: DOV’E’ FINITO IL CONSIGLIO COMUNALE MONOTEMATICO?

14 settembre 2010 alle 11:03 | Pubblicato su Comunicati stampa | 2 commenti

TARANTO LIBERA PROPONE UN’ INTERROGAZIONE.

Nel mese di giugno 2010 il Comitato Taranto libera sollevava dei dubbi relativamente all’autorizzazione concessa dal Comune di Taranto a Snam rete gas per l’avvio della costruzione di un metanodotto utile al trasporto di gas metano all’interno della Raffineria ENI.

Taranto libera scopriva, infatti, una relazione tra quell’autorizzazione e l’esistenza di una pratica in corso per la realizzazione di una diramazione utile ad alimentare una centrale a ciclo combinato da 240 MWe che, come sappiamo, avrebbe prodotto un aumento complessivo spaventoso della quantità di monossido di carbonio e di anidride carbonica. Contro la sua costruzione Regione Puglia e di recente anche il Comune di Taranto hanno presentato ricorso avverso il Ministero dell’Ambiente. La costruzione del metanodotto è stata però ritenuta necessaria dal Comune di Taranto, solo accogliendo valutazioni fatte dal legale del proponente, senza verificarne l’effettiva pubblica utilità o eventuali scopi aggiuntivi di utilizzo. L’autorizzazione alla costruzione del metanodotto non convince e merita necessari approfondimenti. Da allora numerose le promesse di ‘’fare chiarezza’’: il Consigliere del Mjl Antonietta Mignogna manifestò, relativamente al ‘caso’ metanodotto la sua volontà di fare chiarezza rivolgendosi, se necessario alla Procura; il Presidente della Commissione Ambiente Gabriele Pugliese assicurò che tempestivamente si sarebbe fissata una data per un consiglio comunale monotematico. Infine, dopo il ‘congelamento’ dell’O.d.G. proposto dal Consigliere Claudia Filomena Vitale, che sostanzialmente proponeva in autotutela un annullamento del provvedimento solo nel caso in cui il metanodotto fosse anche funzionale all’alimentazione di una centrale a ciclo combinato da 240 MWe di potenza, è subentrato il silenzio.

Un silenzio assordante per Taranto libera che non dimentica. Taranto libera ha chiesto che in occasione del prossimo Consiglio Regionale del 22-23 settembre venga presentata un’interrogazione per l’annullamento delle autorizzazioni concesse in passato dalla Regione Puglia, relativamente ad una pratica ancora in corso, per la costruzione di un ramo di metanodotto (da quello principale approvato) funzionale all’alimentazione di una centrale da 240 MWe di potenza.

Inoltre Taranto libera, in merito all’autorizzazione concessa dal Comune con delibera del 1 marzo 2010, ha più volte chiesto al Comune di Taranto dei chiarimenti ufficiali relativamente alla decisione della Provincia di Taranto di esprimere parere favorevole alla non assoggettabilità a V.I.A. del metanodotto. Richieste ancora disattese. E non spetta a noi dare risposte ufficiali alla città. Ricordiamo, infatti, che l’Art.29 del D.Leg.vo n.152 del 3 aprile 2006 prevede quanto segue. La Valutazione di Impatto Ambientale costituisce presupposto o parte integrante del procedimento di autorizzazione o approvazione. Senza la previa autorizzazione di impatto ambientale, provvedimenti e autorizzazioni sono annullabili per violazione di legge. Un’opera è assoggettabile a VIA quando può produrre impatti significativi sull’ambiente o sul patrimonio culturale. Nel caso della costruzione del metanodotto sono, infatti, significative le possibili alterazioni del patrimonio culturale, paesaggistico come anche eventuali malfunzionamenti dell’opera stessa in corso di realizzazione o in fase di esercizio. La zona di interesse archeologico è, inoltre, molto importante dal punto di vista storico-culturale e rappresenta un patrimonio di inestimabile valore per la città di Taranto. Tanto è vero che, la Regione Puglia con nota del 31.10.07 prot.n. 16789 ribadiva che le opere previste per la realizzazione del metanodotto, avrebbero dovuto essere soggette a V.I.A (Valutazione di Impatto Ambientale), compito che spettava alla Provincia di Taranto Settore Ecologia ed Ambiente. La Provincia però, in data 09.10.08 prot. 51809 inoltrava invece parere favorevole alla non assoggettabilità a V.I.A dell’opera. Taranto libera propone, per questo, un’ulteriore interrogazione alla Provincia. Nel caso di mancate risposte, Taranto libera si impegnerà affinché emergano eventuali responsabilità in merito sia da parte del Comune sia da parte della Provincia.

Coordinamento Comitato Cittadino Taranto libera

inviato alla stampa il 14 settembre 2010

di Rosa D’Amato (Coordinamento Taranto libera)

Fiorella Mannoia, affermata cantante italiana, artista sensibile e socialmente impegnata. Così definisco la mia cantante preferita.

Il 19 settembre la Mannoia terrà un concerto pro FAI, Fondo Ambientale Italiano a Taranto. E fin qui nulla da dire.

Ma leggo sul sito del FAI  e sui manifesti  in città che sponsor dell’evento è Eni.

Allora più domande sono sorte spontanee :

Il FAI e l’artista sanno come e quanto l’Eni contribuisce a rendere Taranto la città più inquinata d’Europa grazie al particolato emesso e alle tonnellate di benzene che annualmente vengono riversate in aria?

Sanno cosa l’Eni progetta di realizzare a Taranto? Una centrale termoelettrica a ciclo combinato della potenza di 240 Mw con conseguenze negative per salute e territorio, con un peggioramento delle emissioni di monossido di carbonio (da 87 ton/a a 456 ton/a) e con un formidabile incremento della CO2 del 276%.

Ma una fondazione nazionale può non saperlo? Passi che l’artista ignori, ma il FAI no! Oltretutto esiste una delegazione FAI tarantina, molto attiva fino ad aprile 2009, e a cui ho scritto il mio disappunto.

Poi riflettendo, continuo a chiedermi: come mai è stata scelta proprio Taranto come location?

L’ipotesi che ho fatto, e che spero sia errata, è la seguente : l’Eni tenta di pulire la propria immagine con eventi culturali, addirittura con lo scopo di raccogliere fondi per una nobile causa ambientale nazionale.

A questo punto la mia riflessione continua e mi domando:

Perché l’Eni non collabora con una Associazione locale?  Anche a Taranto operano Fondazioni, Associazioni che promuovono cultura, arte, archeologia e/o tutela dell’ambiente.

Ma l’aria a Taranto è cambiata: nessuna associazione avrebbe mai accettato!

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2 commenti »

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  1. a noi era stato promesso qualcosa di più: un tavolo monotematico congiunto Comune-Provincia “Riattivazione voli civili Aeroporto di Taranto”. Al momento: NULLA

    • Se c’è un documento scritto e firmato è omissione d’atti d’ufficio, altrimenti fatevi preparare un documento scritto e se non lo fanno operazione mediatica…


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