Perché ripristinare il DM 25/11/94 sul benzo(a)pirene contenuto nel dlsg 152/2007 abrogato dal dlgs 155/2010 non servirà?

14 ottobre 2010 alle 13:23 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

Lo spiega Taranto libera

Relativamente all’ obiettivo di qualità, la cui distinzione rispetto al  valore obiettivo (valore raggiungibile per quanto possibile) è stata sottolineata per la prima volta dal comitato ‘’Taranto libera’’ su quotidiani locali e su social network, poi assunta da altre associazioni, occorre comunque fare delle precisazioni.

Il valore di 1 ng/m3 di benzo(a)pirene, inteso come ‘obiettivo di qualità’, sebbene si avvicini alla definizione di ’valore limite’ (da raggiungere e non superare)  di fatto presenta dei limiti e si presta ad escamotages.

L’ obiettivo di qualità rappresenta comunque una media annuale, come facilmente verificabile consultando il Decreto Ministeriale del 25/11/1994. Il valore annuale, ai fini del confronto con gli obiettivi di qualità, è dato dalla media mobile dei valori giornalieri registrati.

Ad esempio:

  1. Si supponga che per 5 mesi consecutivi si registri mensilmente un valore pari a 2 ng/m3 (ad esempio per un aumento di produzione), per 3 mesi il valore di 1 ng/m3 e per i restanti 4 mesi un valore pari a 0, facendo la somma e dividendo per 12 (mesi), si avrebbe un valore pari a 1,08 ng/m3. L’Ilva è salva.
  2. Oppure: si supponga che per 8 mesi consecutivi si registri il valore di 1,5 ng/m3 e per i restanti mesi un valore pari a 0, si avrebbe annualmente un valore pari a 1ng/m3. L’ Ilva è ancora salva.

Appare evidente che per diversi mesi consecutivi  nel corso dell’anno non si puo’ escludere una esposizione a valori di benzo(a)pirene che sono tali da rappresentare un rischio sanitario soprattutto per la fascia di popolazione piu’ vulnerabile (bambini). La relazione tecnica fornita da ARPA Puglia riporta, infatti, una variabilità delle emissioni di benzo(a)pirene nel corso dell’anno. Quindi, sarà proprio questa la soluzione? Lo scopriremo solo vivendo, se l’Ilva ce lo permetterà…

Informazioni relative al decreto sul benzo(a)pirene.

  • il benzo(a)pirene è il componente più tossico tra gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici), è classificato dallo IARC nel gruppo 1 per pericolosità (“cancerogeno per l’uomo”) ed è immesso nell’atmosfera da combustioni industriali e da inquinamento da traffico;
  • al benzo(a)pirene è associato, secondo l’OMS, un rischio di incremento di 9 casi di cancro ai polmoni ogni 100 mila abitanti per ogni incremento di 1 ng/m3 della sua concentrazione nell’aria;
  • il benzo(a)pirene era normato dal dlgs 152/2007 che recepiva la direttiva 2004/107/CE sugli IPA e sul benzo(a)pirene;
  • il recente decreto legislativo 13 agosto 2010 n.155 doveva avere come finalità l’attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e “per un’aria più pulita in Europa”;
  • tale direttiva europea non aveva come oggetto il benzo(a)pirene ma riguardava altri inquinanti;
  • la direttiva 2008/50/CE non prevedeva di “armonizzarsi” in un testo unico con la direttiva 2004/107/CE;
  • al “considerando 4” della 2008/50/CE si legge infatti: “Quando sarà stata maturata un’esperienza sufficiente a livello di attuazione della direttiva 2004/107/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 2004, concernente l’arsenico, il cadmio, il mercurio, il nickel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell’aria ambiente, si potrà prendere in considerazione la possibilità di incorporare le disposizioni di tale direttiva nella presente direttiva”) ciò nonostante il decreto legislativo 155/2010 recante attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa, ha abrogato il sopraccitato decreto legislativo 152/2007 pretendendo di armonizzare due direttive che la Commissione Europea raccomandava di tenere distinte;

Il DM 25/11/94 prevedeva che – per le aree urbane con popolazione superiore a 150 mila abitanti ed elencate all’allegato III del decreto medesimo (Torino, Genova, Brescia, Milano, Padova, Venezia, Verona, Trieste, Bologna, Parma, Firenze, Livorno, Roma, Napoli, Bari, Foggia, Taranto, Reggio Calabria, Catania, Messina, Palermo, Siracusa, Cagliari) – si dovesse perseguire un obiettivo di qualità finalizzato a non superare 1 ng/m3 per il benzo(a)pirene, rilevato come valore medio annuale;

  • il decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, faceva salve le suddette norme del DM 25/11/94 per le aree urbane con oltre 150 mila abitanti (art. 3 comma 5) per le quali pertanto veniva confermato l’obbligo di rispetto dell’obiettivo di qualità a partire dal 1° gennaio 1999;
  • il dlgs 152/2007 richiamando il DM 25/11/94 rendeva quindi cogente il rispetto di tale obiettivo di qualità dal 1° gennaio 1999 (cfr.allegato IV del DM 25/11/94);
  • il dlgs 152/2007 fissava il raggiungimento del valore obiettivo entro il 31 dicembre 2012 solo per le aree urbane con meno di 150 mila abitanti;
  • abrogando il dlgs 152/2007 è stata eliminata la data del 1° gennaio 1999 quale data a partire dalla quale non andava superata la media annua di 1 nanogrammo a metro cubo di benzo(a)pirene nell’aria delle aree urbane con più di 150 mila abitanti;
  • vi è una netta differenza fra valore obiettivo e obiettivo di qualità, avendo quest’ultimo, a differenza del precedente, valore cogente ed avendo attinenza diretta alle “norme di qualità ambientale” (cfr. l’art. 8 del dlgs 59/2005 che può prescrivere “misure più rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecnologie disponibili”);
  • nel decreto legislativo 155/2010 è stata eliminata la definizione di obiettivo di qualità che nella precedente normativa vigeva per le aree urbane con più di 150 mila abitanti, facendo in tal modo regredire l’efficacia della normativa e rimuovendo in tal modo il nesso con il su citato art. 8 del dlgs 59/2005 che può prescrivere “misure più rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecnologie disponibili”;
  • l’abrogazione del dlgs 152/2007 ha comportato pertanto un peggioramento della legislazione ambientale e per la tutela della salute umana, rimuovendo norme cogenti afferenti alla definizione di “obiettivo di qualità”;
  • il dlgs 152/2007 all’art. 3 comma 5 fissava infatti il concetto di “obiettivo di qualità” (e non di “valore obiettivo”) in quanto richiamava esplicitamente tale obiettivo di qualità “per i livelli del benzo(a)pirene nelle aree urbane elencate nel decreto del Ministro dell’ambiente in data 25 novembre 1994”;
  • il dlgs 152/2007, nelle aree urbane con più di 150 mila abitanti, obbligava le regioni e le province autonome ad adottare in caso di superamento dell’obiettivo di qualità, un piano di risanamento e, in caso di rischio di superamento dell’obiettivo di qualità, un piano di azione ai sensi dell’articolo 7 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351;
  • il recepimento della direttiva 2008/50/CE non implicava in alcun modo la necessità di abrogare la precedente normativa sul benzo(a)pirene (dlsg 152/2007 e normative ad esso collegate).

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