Confindustria non è padrona di Taranto

15 novembre 2010 alle 12:09 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | 1 commento

Taranto libera

Replica a Vincenzo Cesareo

Vincenzo Cesareo, presidente della sezione metalmeccanici di Confindustria, ha rilasciato un’intervista sul Corriere del Giorno del 13 novembre 2010 nella quale auspica il raddoppio di Cementir e l’installazione della nuova centrale Enipower, ritenendo inammissibile l’intervento delle Istituzioni (che definisce ‘terzi’) sulle relative problematiche ambientali. Il Comitato Taranto libera intende replicare a questo intervento.

1)           Relativamente al rapporto annuale di Legambiente che induce Cesareo a concludere che Taranto non è la città più inquinata d’Italia, si specifica che tale rapporto è relativo all’Ecosistema Urbano e stila una classifica basata su “tutte le componenti ambientali presenti in una città”, dove per componenti ambientali si intendono evidentemente quelle normalmente presenti in un centro urbano. Il rapporto non ha valore scientifico e non tiene conto dell’inquinamento provocato da attività industriali e relativamente al quale l’ARPA ha confermato la provenienza del 98% del benzo(a)pirene (che è solo uno dei tanti inquinanti prodotti), proprio dalla cokeria Ilva. Ricordiamo che il benzo(a)pirene è un potente cancerogeno accertato.

2)           Vogliamo, inoltre, spiegare a Cesareo che gli effetti dell’inquinamento non si valutano solo tramite rapporti stilati monitorando gli agenti inquinanti ma soprattutto attraverso una raccolta sistematica di dati sanitari relativi a tutte le patologie inquinamento–correlate (tumori, leucemie, malattie respiratorie, malattie auto-immuni), che permetta di valutare il reale impatto che un’attività produttiva definita per legge inquinante ha sulla popolazione, nel pieno rispetto dei principi contenuti nell’Agenda 21 Locale che è il processo di partnership attraverso il quale Enti locali e settori della comunità locale collaborano per definire piani d’azione al fine di perseguire un miglioramento della qualità dell’ambiente, della salute e dello sviluppo. I primi dati disponibili dimostrano che Taranto è una città nella quale l’allarme sanitario è tale da richiedere un intervento immediato in termini di abbattimento definitivo delle attività inquinanti presenti sul nostro territorio. Confindustria invece ritiene questo aspetto irrilevante rigettando l’intervento degli Enti locali, tanto da ricordare, con vena nostalgica, la mancata autorizzazione all’avvio del progetto Taranto plus, un progetto fortunatamente cancellato che prevedeva un incremento spaventoso delle emissioni inquinanti con ulteriore grave danno all’ambiente.

3)           La perdita di unità lavorative, a cui Cesareo (che non ha ben chiaro il concetto di green economy) fa riferimento, conferma ancora una volta, quanto il settore siderurgico sia in rapido declino ed evidenzia la necessità di attuare quanto prima un piano di riconversione delle attività di sviluppo basate su alternative alla monocoltura dell’acciaio. La crisi occupazionale potrebbe altrimenti rivelarsi irreversibile e totalmente imputabile a chi ostacola lo sviluppo di attività ecosostenibili, comprese quelle relative alla produzione di energie rinnovabili nel pieno rispetto delle aree destinate all’agricoltura. Confindustria invece rilancia attività che vanno nella direzione opposta a quella dell’eco sostenibilità.

4)           Inoltre questo comitato non osa commentare la solerzia con cui il presidente Cesareo sostiene il San Raffaele come possibilità di sviluppo per il nostro territorio, non sapevamo che la materia sanitaria fosse disciplina prettamente industriale.

5)           Ricordiamo, infine, a Confindustria che non è padrona di Taranto e che la presenza della Pubblica amministrazione dovrebbe anzi essere più costante e decisiva come anche l’intervento di tutte le Istituzioni, senza dimenticare il fondamentale confronto con la cittadinanza, nell’ottica della salvaguardia dell’ambiente, della salute e di un lavoro compatibile con la vita.

Questo intervento è stato inviato al Corriere del Giorno il 14 novembre 2010.

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  1. Domanda: Ma allora, le garanzie sulla salvaguardia ecologica della Rgione Puglia che ci dà Vendola, presidente della Regione, in che cosa consistono? C’è qualcosa che non funziona? Il Presidente Vendola non ha ancora un programma sull’ambiente e la sua tutela?


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