Il cuore di Taranto

22 novembre 2010 alle 23:57 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | 6 commenti

Ecco uno dei numerosi segnali di voglia di rinascita.

Siamo particolarmente lieti di offrirvi questa testimonianza. Possiamo dire che l’ iniziativa ”Riconversione Culturale”, portata avanti da Taranto libera e Radio Attivi, ha ridato voce ad una nuova coscienza che è il cuore dell’iniziativa Referendaria promossa dal comitato Taranto Futura.

Il Referendum consultivo sulla possibilità di pensare ad una Taranto libera dal degrado ambientale e culturale prodotti dal siderurgico (e non solo), viene costantemente ostacolato dai partiti (tranne rare eccezioni) dai maggiori sindacati e da confindustria, che invece difendono la grande industria e contribuiscono a mantenere lo status quo. Comprendiamo le ragioni, seppur non condivise, dell’Ilva che gestisce i suoi profitti ‘a distanza’, ma ci risulta molto difficile immaginare le motivazioni che spingono i soggetti sopra menzionati ad offrire ai propri figli e alle generazioni future tanta incertezza. Ebbene, loro hanno ragione, sanno che non vi è alcuna necessità di proporre altro poichè la città non chiede altro. Sanno che la Riconversione Industriale passa per quella Culturale, e sanno che solo questo processo puo’ fare la differenza.

Allora, c’era una volta il referendum? Noi rispondiamo cosi’: non ci fermerete!

La testimonianza:

”Vorrei sollevare una questione circa il referendum sull’Ilva. Esiste la possibilità di votare anche a distanza o di mettere per iscritto in un documento ufficiale le proprie preferenze a causa dell’impossibilità di essere presenti a Taranto nel periodo del referendum?

Sono uno studente Tarantino fuori sede, studio Microelettronica e Nanotecnologie, e da febbraio a settembre 2011 sarò (purtroppo… ma anche per fortuna!) negli Stati Uniti a fare uno stage in un laboratorio della Nasa, per di più su un progetto di nuove tecnologie per celle solari (insomma i pannelli fotovoltaici), giusto per rimanere in tema ambientalista!

Considero questo referendum come il voto più importante della mia vita, perchè amo la mia città e sono totalmente certo che la rinascita di Taranto passa imprescindibilmente dalla chiusura degli stabilimenti di industria pesante che ben conosciamo e da un cambio di rotta radicale dell’economia, della gestione e della mentalità di Taranto e dei Tarantini stessi.

Come me penso ci siano molti altri tarantini che sono via da taranto per studio o per lavoro, e che potrebbero essere impossibilitati a venire a votare. Pensate che sia possibile trovare un sistema per permetterci di votare lo stesso? Purtroppo come ben sappiamo i sostenitori del NO hanno dalla loro parte il perverso diritto di non votare cercando di non far raggiungere il QUORUM per far fallire tutto.

In questi anni di università ho vissuto a Torino per 4 anni, sono stato in Francia per 6 mesi e ora mi trovo in Svizzera…. ho potuto confrontare la realtà in cui ho vissuto per 20 anni con altre molto diverse… Posso dire che un luogo come Taranto e il suo territorio (come il resto della Puglia per altro) è un tesoro come pochi altri posti in europa, gia solo di turismo (puntando soprattutto ad un turismo internazionale) si potrebbero fare grandi cose! Anche dal punto di vista di nuovi sviluppi industriali ho potuto vedere vari esempi emblematici, che potrebbero far pensare a possibili alternative… a Grenoble, dove sono stato in Francia esiste per esempio un’industria di Microelettronica chiamata STM, grande forse 1/30 dell’ilva (due grandi capannoni) che dà lavoro diretto a 1200 persone e crea un indotto di 4000 posti di lavoro, impatto ambientale bassissimo, miliardi di euro di fatturato in nuove tecnologie e forte richiesta di giovani laureati …. insomma, avrei molte cose da dire anche nel progetto “Riconversione Culturale”

Porto nel cuore il sogno di poter fare prima o poi qualcosa… ma finchè il “mostro” sarà li penso che nulla potrà mai cambiare.

Dario

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6 commenti »

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  1. Bellissima testimonianza, credo che se tutti i tarantini di buona volontà si ritrtovassero in una sala per discutere di un futuro possibile per la nostra città, verrebbero fuori tante idee interessanti anche grazie alle esperienze e al know how che molti di noi hanno acquisito studiando e lavorando fuori Taranto.
    La dipendenza dall’acciaio è sempre fortemente radicata nei nostri concittadini, sopratutto nella classe dirigente incapace di vedere oltre il proprio orticello.

    Un nuovo futuro è possibile perchè il nostro territorio e magico e merita un’altra opportunità.

    Questo è anche il mio sogno

  2. Anch’io sono partita da Taranto quando avevo 18 anni – adesso ne ho quarantuno – ho vissuto prima a Roma e adesso in Francia da 10 anni in diverse città. Esiste una città La Rochelle che somiglia moltissimo a Taranto, anche li c’è un castello Aragonese- Ma, al contrario di Taranto, non ci sono industrie, ma vivono di pesca (coltivazione delle ostriche – come a Taranto prima dell’ITALSIDER – cosi si chiamava all’epoca) e turismo. Quando ho visto la prima volta questa cittadina francese mi sono emozionata ed ho pensato, magari un giorno Taranto?

  3. IL MOSTRO DEVE ANDARE VIA . E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI DIRE BASTA.
    BASTA AI VELENI, BASTA ALLA TERRA BRUCIATA ,E’ IL MOMENTO DI MOSTRARE
    I DENTI. ABBATTIAMO LE CIMINIERE.

  4. un sogno che può diventare realtà!!!!!!taranto è una bellissima città ma l’ilva sta rovinando tutto!!!!spero che con il referendum i tarantini si salveranno da questo mostro!!!!!!!

  5. I recenti fatti lo dimostrano, i nostri beneamati politici lo temono, i dirigenti della grande industria lo temono, tutti temono che Taranto in buona parte sia pronta, che abbia deciso di cambiare, che voglia davvero aprire le porte ad un nuovo futuro, per questo si sono impegnati fino allo spasimo per impedire un esercizio di democrazia popolare come il referendum, se il suo esito fosse positivo i nostri politici non avrebbero piu’ la colla che li tiene con le chiappe incollate alle poltrone, ed i vari guru e lacchè dell’industria dovrebbero almeno iniziare a prendere le valige e prenotare un biglietto di sola andata, personalmente non so se Taranto sia davvero pronta attribuire un SI schiacciante ai quesiti referendari, non ho molta fiducia in buona parte dei miei concittadini, ma di sicuro è pronta per volerlo davvero il referendum e se solo tale volontà fa paura….vuol dire che siamo sulla strada giusta ed allora….. avanti tutta questo referendum s’ha da fare!

  6. durante la conferenza stampa dell’altro giorno hanno dichiarato che il 75% del reddito della nostra provincia proviene dall’ilva.ma sa? mai possibile?vengono a lavorare da gioia del colle,noci latiano francavilla fontana,locorotondo!!!!siamo diventati a taranto tutti operai dell’ilva.la sera stessa in una trasmissione a blustar un segetario sindacale provinciale che dovrebbe rappresentare l’ala piu’ dura delle sigle sindacali ha affermato che le associazioni ambientaliste danno troppo allarme al problema dell’ambiente E’ le immaggini che circolano su facebook sono forse falsi?? la domenica sera o tutte le notti questo signore non vede che cosa eruttano i fumaioli dell’ilva? o non abita a taranto?


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