Cara Emma, ti scrivo..

23 novembre 2010 alle 02:59 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

Taranto Sera (22 e 23 novembre). Il presidente di Confindustria  Taranto, Sportelli, scrive ad Emma Marcegaglia ma risponde a questo nostro intervento:

uscire-dalla-monocultura-dellacciaio

Ecco la commovente lettera che Sportelli scrive alla Marcegaglia, notare i passaggi salienti:

Cara Emma, ti scrivo…

Cara Presidente,la tua visita a Taranto è per noi industriali motivo di orgoglio e di grande piacere.

Seguiamo da vicino, fin dal primo momento del tuo insediamento,i tuoi puntuali interventi a sostegno del tessuto imprenditoriale e le tue esortazioni alla buona politica.Apprezziamo gli stimoli che cerchi, con la misura ed il rigore morale che ti contraddistinguono,di imprimere in un Sistema Paese troppo spesso impegnato in dispute troppo distanti dalle nostre sacrosante necessità. Accogliamo con ulteriore favore la tua presenza proprio in virtù dell’importanza che l’evento che ti vede illustre ospite riveste per l’Ilva ma, in questo momento ancor di più, per l’intera città.

La sicurezza, l’ambiente, ciò che in un solo termine indichiamo come ecocompatibilità, costituiscono infatti i leit motiv di tutte le scelte che oramai da anni gli attori istituzionali,sociali, economici del territorio, per i noti problemi di carattere ambientale che ci riguardano, cercano di operare nel rispetto della salute e del lavoro, binomio apparentemente ovvio ma in realtà difficile da raggiungere e mantenere.L’obiettivo è imprescindibile e condivisibile: coniugare alle best practices applicate ai cicli produttivi il mantenimento dell’occupazione e lo sviluppo conseguente di una economia “sostenibile”.Tu sai, cara Presidente, come tale obiettivo sia stato e continui ad essere fondamentale in tutte le azioni messe in atto da questa Confindustria, lontana da estremismi pseudo ambientalisti che vedono nella chiusura delle grandi fabbriche la soluzione a tutti i mali ma altrettanto distante da una cultura industrialista tout court che abbiamo da tempo consegnato alla storia.

Quella che ci appartiene, oggi, è una concezione totalmente diversa del modo di fare impresa rispetto al passato: più moderna, più equilibrata, più vicina alle trasformazioni del mercato ma anche alle esigenze dell’ecosistema all’interno del quale il mercato si muove.

Ciononostante, ci ritroviamo a combattere ogni giorno con un clima preconcetto di diffidenza verso quelle progettualità di carattere industriale che concorrono ad incrementare lavoro e occupazione: è il caso degli investimenti Eni, che hanno finora subito veti incrociati da una parte delle istituzioni in nome di presunti rischi ambientali; sul fronte Ilva, invece, sebbene la questione sia molto più complessa, sembrano non far testo i quattro miliardi di euro spesi dall’azienda nell’arco di quindici anni per l’ammodernamento degli impianti, in vista del raggiungimento di quegli obiettivi di sicurezza ed eco compatibilità (….continua)

l’articolo è a pag 13 di Taranto Sera

tasera-sportelli

*Presidente

Confindustria Taranto

Luigi Sportelli*



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