NO AI RIFIUTI DI STATO. Sit-in promosso da Taranto libera.

31 dicembre 2010 alle 18:49 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

LA ZAPPA SUI PIEDI DI NICASTRO.

SECONDO NICASTRO IL RESTO DELLA MONNEZZA VA IGNORATO…


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SOLIDARIETA’ A FABIO MATACCHIERA

26 dicembre 2010 alle 19:51 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | 2 commenti

 

ESPRIMIAMO PIENA SOLIDARIETA’ NEI CONFRONTI DI FABIO MATACCHIERA PER LA QUERELA CHE GLI E’ STATA NOTIFICATA DA PARTE DELL’ILVA.

FABIO DA ANNI SI BATTE DENUNCIANDO IL GRAVE INQUINAMENTO DELLA NOSTRA CITTA’. LA SUA ‘COLPA’ E’ QUELLA DI AVER DIVULGATO UN VIDEO NOTTURNO CHE METTE IN EVIDENZA LE EMISSIONI INQUINANTI PROVENIENTI DALLO STABILIMENTO…EMISSIONI CHE NON POSSIAMO FARE A MENO DI NOTARE QUOTIDIANAMENTE.

I NOSTRI OCCHI NON POSSONO EVITARE DI VEDERE.

Per una Taranto libera!
Comitato Cittadino Taranto libera.

Centrale Eni, stop ai ricatti!

23 dicembre 2010 alle 23:27 | Pubblicato su Senza categoria | Lascia un commento


E ancora sul Corriere del Giorno…23 dicembre 2010

Stop al ricatto di Eni e Sindacati.

23 dicembre 2010 alle 12:03 | Pubblicato su Comunicati stampa | Lascia un commento

Comunicato Stampa ‘’Taranto libera’’

22 dicembre 2010

La Provincia di Taranto tuteli il nostro territorio.

Stop al ricatto di Eni e Sindacati.

L’autorizzazione alla costruzione della centrale a ciclo combinato da 240 MW di potenza sarebbe ancora una volta un atto di intollerabile mancanza di rispetto nei confronti della città di Taranto. Enipower non intende impiegare la centrale in oggetto esclusivamente per la sostituzione di una vecchia centrale termoelettrica alimentata ad olio combustibile, ma intende ampliare la sua attività produttiva attraverso la vendita sul territorio nazionale dell’energia eccedente il fabbisogno energetico previsto. La nuova centrale a ciclo combinato da 240 MW di Enipower S.p.A. ubicata all’interno della Raffineria, costituisce, secondo il parere dell’ A.S.I. Taranto (Consorzio per l’area di Sviluppo industriale di Taranto), ampliamento dell’attività produttiva dello stabilimento, la cui espansione non è prevista dal Piano Regolatore Consortile. La sua costruzione risulta essere quindi assolutamente in contrasto con quanto stabilito dalle normative vigenti. Taranto libera ha già fatto  presente alla Provincia di Taranto questo riferimento legislativo che necessariamente non potrà essere ignorato.

Un’apertura da parte del Presidente Gianni Florido nei confronti di un’azienda che non rispetta il nostro territorio che paga quotidianamente in termini di inquinamento ambientale con costi elevatissimi per la salute pubblica, non è accettabile.

Ricordiamo che la realizzazione della nuova centrale a ciclo combinato (costituita da due turbogas di 75 MW ed una turbina a vapore di 90 MW, per un totale di 240 MW, alimentata a metano), lascerà invariata la concomitante produzione di NOx, porterà ad un aumento delle emissioni di CO (da 87 ton/a a 456,4 ton/a), veleno assolutamente rilevante per quanto riguarda la qualità dell’aria ed un conseguente incremento complessivo delle emissioni di CO2, un gas serra la cui produzione risulta essere non in linea con l’impegno assunto dal nostro Paese a fronte di accordi internazionali previsti dal protocollo di Kyoto. Un ulteriore aspetto assolutamente rilevante è l’incremento della produzione di polveri ultrafini non contemplate nella Valutazione di impatto ambientale poiché non esistono ad oggi normative che regolamentino la loro emissione in atmosfera. Tali polveri rappresentano una fonte di maggiore rischio sanitario per la popolazione di Taranto e provincia e probabilmente dell’area salentina (dovuto a direzionalità dei venti).

L’alibi secondo il quale la costruzione della nuova centrale sarebbe  giustificata da un minor impatto ambientale conseguente alla sostituzione di una centrale più inquinante, quindi,  non regge se poi l’attuale centrale di potenza pari a 85 MW viene sostituita con una di potenza ben superiore (240 MW).

L’incremento previsto delle unità lavorative derivanti dall’avvio di nuovi cantieri non si riferisce a posti di lavoro legati ad attività derivanti dalla messa a regime dell’impianto in questione, ma risulta essere di breve durata, quindi precario in termini di prospettive occupazionali. Non è mediante del lavoro precario, o attraverso un incremento della devastazione ambientale e dei rischi per la salute, o ancora peggio tramite ridicole promesse di installazione di impianti fotovoltaici su alcune scuole che l’Eni viene incontro alle esigenze del territorio jonico.

Al contrario, una politica tesa a rendere strategica la città di Taranto per la produzione di energia attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili determinerebbe un aumento di posti di lavoro stabili conseguente all’installazione di nuovi impianti, smantellamento di quelli attuali, successiva bonifica dei terreni e impiego di nuove professionalità legate al settore delle energie rinnovabili. Se di cantieri dobbiamo parlare allora parliamone in termini di superamento del preesistente.

Ci permettiamo, infine, di ricordare che per responsabilità d’impresa si deve intendere l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate e non saldare, ad ogni costo e salvaguardando i propri interessi,  il rapporto col territorio.

 

Coordinamento comitato cittadino Taranto libera

La Provincia pronta a servire il padrone

22 dicembre 2010 alle 01:54 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

Corriere del Giorno 21 dicembre 2010, ecco l’articolo:

corgiorno eni 21 dic 2010

Premio a Daniela Spera di Taranto libera

14 dicembre 2010 alle 22:20 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

Mozione-obiezione alle proposte di legge.

8 dicembre 2010 alle 08:17 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

Taranto libera: mozioni sulle proposte di legge.

7 dicembre 2010 alle 13:50 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

“Taranto libera” presenta la propria mozione in Commissione Ambiente

Sei punti cruciali da inserire nella futura proposta di legge senza i quali tutto verrebbe inficiato

Illustrato ieri mattina, presso il Centro Sportivo Magna Grecia a Taranto, il resoconto della seduta in Commissione Ambiente che ha visto l’analisi di due delle tre proposte di legge riguardante la situazione ambientale dell’arco jonico. Presenti anche in Commissione le associazioni ambientaliste. Questo dimostrerebbe una particolare sensibilità rivolta al lavoro che gli ambientalisti fanno da tempo sul tema ambiente , salute e sicurezza sul posto di lavoro. Un apporto ormai indispensabile per uscire da una situazione ambientale ormai ai limiti della catastrofe.
Ieri, quindi, il Coordinamento Comitato dei cittadini “Taranto libera”, presente durante la seduta regionale, ha illustrato la propria mozione per cercare di migliorare le due proposte analizzate dalla Commissione Ambiente: il DDL n.20 del 26/10/2010 presentato dall’assessore Nicastro “Misure urgenti per il contenimento dei livelli di benzo(a)pirene nell’area di Taranto” ed il PDL a firma dei consiglieri regionali Cervellera e Ventricelli “Norme a tutela della salute e dell’ambiente per il controllo e la regolamentazione delle emissioni industriali in atmosfera, nel terreno e nelle acque libere e di falda”.
Portavoce del movimento ambientalista questa volta era la dottoressa Rosaria D’Amato che si è soffermata, più che sull’analisi delle due proposte legislative, su come queste debbano essere integrate con la loro mozione al fine di renderla efficace e completa. “ Noi abbiamo individuato – dice la D’Amato – sei aspetti fondamentali che devono far parte di una futura legge regionale. Anche l’esclusione di uno di questi punti ci porterebbe a dire che la legge futura non possa essere efficace”.
Il primo, in assoluto, è l’inserimento di una “soglia di allarme”, poi a seguire : “ monitoraggi 24/24H”, “applicazioni di sanzioni rigorose fino alla chiusura degli impianti”, “applicazione della legge”, “controlli serrati e da parte degli organismi preposti ( Arpa ma anche da parte di enti esterni accreditati) ” , “trasparenza” ed a finire la raccolta di tutto questo in un “decreto ministeriale speciale”. Questo ultimo aspetto è importante e può essere attuato, secondo il Coordinamento, se alla base si pone in essere la concertazione tra Ministero dell’Ambiente e Governo.
D’Amato entra poi nel merito di uno dei sei punti spiegando che in entrambe le proposte di legge sia indispensabile, assolutamente, l’introduzione di una “soglia di allarme” ovvero “il livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per la popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone do adottare provvedimenti immediati”. Quindi “Taranto libera” ribadisce uno dei concetti cardini per la lotta agli inquinanti: bisogna cancellare termini quali “valore obiettivo” ed “obiettivo di qualità” perché entrambi sono valori medi annuali che non tengono conto della tutela per la salute umana.
“Il contenimento delle emissioni – spiega D’Amato – non è in alcun modo garanzia di tutela per la salute umana. Lo spettro degli inquinanti è vasto. Non esiste solo un impianto industriale, come l’Ilva, che li emette ma dobbiamo fare i conti anche con Enipower, Eni raffineria, Cementir ed inceneritori. Noi come associazione non ci accontentiamo della riduzione delle sostanze inquinanti”.
E sul richiamo alle BAT o MTD (Migliori tecnologie disponibili) nel PDL Cervellera-Ventricelli, il Comitato spiega che “ si citano le migliori tecnologie disponibili ma non si offre un elenco di possibilità. Il gestore può rispondere non che esistono tecnologie che vadano oltre le BAT”.
Per quello che poi concerne le sanzioni “Taranto libera” propone delle sanzioni economiche immediate, da versare su un fondo comunale destinato alla tutela ambientale. Queste sanzioni dovranno essere crescenti fino al terzo sforamento dopo il quale, in base alla proposta del Comitato, potrebbe scattare il fermo degli impianti.
D’Amato infine chiama in causa anche il principio europeo di massima precauzione. Secondo la Commissione europea questo principio può essere invocato se esistono tre condizioni: l’identificazione degli effetti potenzialmente negativi, la valutazione dei dati scientifici disponibili, l’ampiezza dell’incertezza scientifica. A Taranto ci sono tutte queste condizioni.
La portavoce insiste , come da tempo ormai fa il Presidente nazionale dei Verdi Bonelli, sul fatto che non esiste ancora una indagine epidemiologica che darebbe la prova certa dei dati scientifici che attualmente varie fonti forniscono su Taranto.
Questo costituirebbe, come ormai sappiamo, la prova provata, il nesso casuale che intercorrebbe tra l’inquinamento e gli effetti negativi sulla salute e sull’ambiente.
E sulla ambientalizzazione degli impianti Ilva “Taranto libera” rimarca un concetto che risulta essere il suo leit motiv: “ Con quelli impianti che sono obsoleti non è possibile parlare di ambientalizzazione e poi dobbiamo sempre tenere conto che il siderurgico è troppo vicino ai centri abitati. E poi bisogna tenere conto che molto spesso pur essendoci delle leggi che cercano di contenere gli inquinanti queste o non vengono rispettate o sono a favore delle grandi industrie”.

Antonello Corigliano

Commenti a DDL e PDL IN MATERIA AMBIENTALE

7 dicembre 2010 alle 00:57 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | 1 commento

Commenti AL DDL N.20-Disegno proposto dall’ Assessore Nicastro

Commenti PROPOSTA DI LEGGE-Proposta di Cervellera-Ventricelli

RIFIUTI:CHI DAVVERO SI DARA’ DA FARE?

5 dicembre 2010 alle 09:25 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | 2 commenti

AttivaLizzano, Taranto libera, Associazione Malati Cronici,Comitati di Quartiere Taranto, Meet Up I Grilli delle 100 Masserie, Amici di Beppe Grillo Taranto, I Grilli di Taranto in Movimento,Taranto Ciclabile, Co.ri.Ta., Comitato per l’Ambiente Fragagnano, CarosiNodiscariche, Anta Onlus Sava, Sud in Movimento.

Comunicato stampa del 4/12/2010

NO AI RIFIUTI DI STATO

In relazione all’offerta fatta – dal Presidente della Regione Puglia, Nicola Vendola (senza il parere del Consiglio Regionale) – di accogliere i rifiuti provenienti dall’ennesima “crisi” campana, come comitati e associazioni di Taranto e provincia sentiamo forte l’esigenza di dichiarare che non è più accettabile il tentativo di monetizzare salute e democrazia. Perché continua imperterrito lo sfruttamento di un territorio già martoriato da un inquinamento eccezionale, che già vanta tristi primati in fatto di impianti a rischio e non si fa mancare nulla in fatto di inceneritori e discariche di rifiuti di ogni tipo, con la possibilità di notevole incremento di malattie e la contaminazione della catena alimentare. E’ anche una questione di democrazia, perché Vendola non può assolutamente pensare di partorire una tale decisione senza consultare la popolazione.

Ci pare inoltre oltremodo fuorviante porre l’accoglimento dei rifiuti come una questione di solidarietà. Da anni ormai i comitati cittadini, i medici, gli scienziati addirittura gli economisti propongono una soluzione ecocompatibile e vantaggiosa in termini di risparmio collettivo economico ed energetico, a favore dell’incremento dell’occupazione e della tutela dell’ambiente, fatta di riduzione della produzione di rifiuti, raccolta differenziata porta a porta, riciclo, riutilizzo, con l’obiettivo di raggiungere “Rifiuti Zero”, mentre i vari governi di turno si intestardiscono nella politica dell’incenerimento e dello smaltimento in discarica, che favorisce grandi industriali – come la Marcegaglia – e clientele di dubbia legalità.

La solidarietà ai cittadini campani, e come loro a tutti gli altri cittadini impegnati nella tutela del proprio territorio in questo Paese contro questa gestione anacronistica e basata sul continuo consumo senza fine dei beni comuni e notevole spesa economica per i contribuenti, consiste nell’opporsi a tutte le “soluzioni” che le perpetuino.

Riteniamo per questo indispensabile aderire alla giornata europea contro le opere inutili prevista l’11 dicembre per ribadire che gli impianti di incenerimento dei rifiuti non sono una soluzione ma una perpetuazione del problema (dato che un terzo del conferito finisce in discarica sotto forma di ceneri altamente tossiche) ed invitiamo tutta la provincia a sostenere la manifestazione che il 12 Dicembre si terrà a Lizzano promossa per sensibilizzare le popolazioni della provincia contro lo scempio che da anni la politica di gestione dei rifiuti sta perpetrando nelle zone limitrofe alle discariche (come la Vergine che tra l’altro presenta una non conformità della barriera di confinamento alle disposizioni del lgs. 36/2003, ed Ecolevante). Pretendiamo inoltre che i sindaci teoricamente chiamati a rappresentare i cittadini prendano le dovute tutele e non si limitino a esporre a parole il loro parere negativo verso i rifiuti campani, ma che realizzino atti istituzionali concreti. Sono attese dalla Campania 50.000 tonnellate destinate ai siti di Italcave a Statte, Ecolevante a Grottaglie e Vergine ai confini tra Lizzano, Fragagnano e Faggiano.

Dopo la conferenza stampa del 29 ottobre, molti rappresentanti politici provinciali e regionali ignorarono completamente l’allarme ‘rifiuti campani’ mentre alcuni (assessore regionale Nicastro, sindaci di Lizzano, Faggiano e Monteparano) si affannarono per sminuire il timore e l’agitazione dei 14 comitati commentando la preoccupazione come infondata. I cittadini chiedono spiegazioni sulla evidente noncuranza di molti e incoerenza degli altri, domandandosi che fine abbiano fatto questi politici oggi, quando l’arrivo di circa 200 camion è quasi imminente.

Visto che i sindaci hanno rotto il silenzio siamo tutti curiosi di vedere chi veramente farà seguire alle parole atti concreti. Quanti di questi sindaci non si limiteranno ad atti formali ma assumeranno posizioni intransigenti di fronte ai rischi per la salute?

Intervista a Daniela Spera (Taranto libera) su Radio Popolare Salento: solo-a-taranto-i-rifiuti-campani-nessuna-solidarieta-italiana-o-pugliese-arrivera-1-milione-di-risarcimento-i-comitati-dei-cittadini-contrari-manifestano-domenica-12

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