Taranto: un territorio che ha bisogno di risorgere.

16 gennaio 2011 alle 12:22 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | 2 commenti

Taranto libera – RICONVERSIONE CULTURALE 13 gennaio 2011

di Maria Teresa D’Amato (Taranto libera)

Foto di Aldo Lupo (Taranto libera)

“PROFUMO DI NUOVO” Il mondo girava lento allora… Inizia così il racconto di una Taranto che cambiava pur non essendo pronta. E’una storia in bianco e nero, fatta di sensazioni che restano sulla pelle come tatuaggi e che continuano a ritornare (…) Profumo di nuovo… …Facile perdersi in quel profumo così come facile è stato per noi tarantini assopirci in un fumo che sebbene sapesse di nuovo ,capimmo subito che non ci avrebbe fatto bene… ma che abbiamo tenuto stretto per non tornare ad essere quello che eravamo e per sentirci cittadini di una realtà industriale. Uno spettacolo toccante a tratti autobiografico. Dopo l’emozionante performance dell’artista cabarettista tarantino, Mimmo Fornaro, un incontro/dibattito ha animato il resto della serata, un dibattito dal titolo:

‘SOSTENIAMO LA CULTURA, L’ARCHEOLOGIA, L’ARTE E LA STORIA TARANTINE!’ Sono intervenute: Grazia Maremonti – Dipendente Novamusa Puglia c/o Museo Nazionale di Taranto – MARTA (nonché membro del comitato Taranto libera e dell’Associazione culturale Taranto Spartana), Elisa Amati – Assoguide Puglia e Patrizia Guastella – Cooperativa Polisviluppo.

Il loro intervento è stato preceduto da un video che ha voluto sintetizzare la realtà tarantina, in cui l’ambiente, l’architettura, la luce e l’oro di Taranto sono stati i protagonisti, testimoni di una rara bellezza, la bellezza di una civiltà antica ma assolutamente contemporanea. Come le relatrici hanno ben evidenziato, Taranto fu grande nell’ ”antichità”, capitale della Magna Grecia, una realtà ricca culturalmente che può oggi tornare ad esserlo anche grazie alla valorizzazione di una moltitudine di reperti archeologici, di cui solo una minima parte è stata portata alla luce.

Il quartiere Tamburi è una prova della ricchezza archeologica tarantina non valorizzata, ma sminuita, perché realtà nominata e conosciuta solo in quanto adiacente il polo siderurgico altamente inquinante. La serata dunque, ha fatto emergere molte delle tante potenzialità del territorio tarantino, un territorio che non ha più bisogno solo di denuncia ma vuole risorgere attraverso la valorizzazione e la promozione delle sue ricchezze e potenzialità come quella del turismo archeologico, del turismo culturale, partendo da una riqualificazione urbana, che preveda pianificazione urbana, gestione dei beni, informazione, creazione di un polo universitario, monitoraggio ambientale, riqualificazione delle risorse umane, nuovi itinerari archeologici e culturali ma anche enogastronomici oltre alla riconsegna ai cittadini di luoghi, come quelli ristrutturati ma abbandonati, della città vecchia perché diventino luoghi di aggregazione sociale. Tutto questo per la nascita di una nuova economia che permetta di superare questa impasse culturale, sociale ed economica tarantina. Bisogna quindi unire le forze, le forze di questo nuovo fermento presente, vivo in città per realizzare una “Riconversione culturale ed industriale.”

A questo indirizzo trovate alcune foto dell’evento:

http://www.facebook.com/album.php?aid=2067696&id=1296963746

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2 commenti »

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  1. Ragazzi perchè non compare anche lo sport… sapete per principio, almeno quello sano lo sport è socializzazione, è integrazione, è cultura. Lo sport va di pari passo col turismo e quale miglior sviluppo ecologico/economico per Taranto? sapete quanti posti di lavoro in più! Turismo sportivo il massimo dell’ecologia 🙂 una volta ebbi una proposta da un gruppo di Inglesi volevano venire da noi e fare Cricket e turismo, bè non sapevamo dove farli giocare…il colmo! abbiamo organizzato i Campionati Italiani Over di Badminton con la maggior parte degli atleti provenienti dall’alta Italia con l’ausilio di Filonide abbiamo organizzato il loro soggiorno compresa visita turistica e sosta culinaria…non vi dico le parole di elogio quando le capivamo parlavano quasi tedesco 🙂 si sono ripromessi di tornare ma poi? tutto è morto nessuno ci ha aiutato.
    Quindi il turismo potrebbe essere la maggior fonte di ricchezza per la nostra città…il tutto sta a volerlo ma i primi da cambiare sono i TARANTINI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Paolo LAGUARDIA

    p.s. ma che dobbiamo farcene di Rimini e Riccione…se avevamo noi le loro strutture ricettive non ce n’era per nessuno

  2. Taranto può diventare il più grande parco culturale e, perché no, naturalistico al mondo. Dall’impasse si esce solo guardando alla riconversione culturale come ad una straordinaria opportunità e non come a quel qualcosa che toglierebbe il pane ai lavoratori di ILVA, ENI, cementifici, discariche.


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