Convegno “SOLE,TERRA,VENTO. Vocazioni di un territorio per una nuova economia”.Primo intervento.

23 febbraio 2011 alle 19:05 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

Taranto e l’industria pesante: bassa ‘resilienza’ economica e teoria della path dependence. Dott.ssa Adele Di Fabbio, dottoranda di ricerca – Università degli Studi di Bari – Istituzioni e politiche comparate – Sociologia Economica (scarica il pdf)

Per  la prima volta la Dott.ssa Adele Di Fabbio, in occasione del convegno organizzato dal Comitato Taranto libera,  presenta il suo lavoro in Puglia ed in particolare nella sua città: Taranto.

SOLE, TERRA, VENTO. ALTERNATIVE POSSIBILI? COMINCIAMO A DISCUTERNE E A RACCOGLIERE PROGETTI!

20 febbraio 2011 alle 19:46 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | 1 commento

Nella foto, a partire da sinistra, Adele Di Fabbio (dottoranda), Luisa Campatelli (Corriere del Giorno), Maria Teresa D’Amato (Comitato Taranto libera, in piedi), Francesco Colelli (SolarLight)

Il convegno ha rappresentato una nuova occasione per parlare di alternative alla grande industria pesante. I temi sono stati sviscerati ampiamente ed in particolare gli interventi hanno abbracciato una grande varietà di applicazioni. Solar Light ha parlato soprattutto di:

– amianto sole (rimozione e sostituzione di tetti in amianto con coperture ad alte prestazioni energetiche integrate con pannelli fotovoltaici);
– solare biotech (serre fotovoltaiche / interventi di efficienza energetica negli edifici nonché installazione di pannelli solari negli edifici);
– pensiline fotovoltaiche (costruzione di strutture fotovoltaiche integrate nei contesti urbanistici ed architettonici per lo stazionamento di autovetture/camper).
Ha inoltre parlato delle ricadute in termini occupazionali. Durante il convegno sono emersi tutti gli aspetti positivi di questo settore e anche quelli da evitare. Se facciamo attenzione alle speculazioni (come in tutte le cose), possiamo costruire. L’indotto in questo settore (geotermico e geotermico associato a fotovoltaico non selvaggio, eolico e minieolico) è notevole.

Il Comitato Taranto libera produrrà una relazione ed un dvd da mettere a disposizione di chiunque voglia conoscere gli argomenti trattati nel convegno. Per qualunque richiesta scrivere a: tarantolibera@virgilio.it.

Il Comitato Taranto libera dice…

20 febbraio 2011 alle 10:30 | Pubblicato su Lettere di 'Taranto libera' | 2 commenti

di Roberta Villa (Responsabile della Comunicazione).

Cari amici miei,

dopo questa intensissima mattinata, ho trascorso il resto della giornata pensando a noi. Mi sono chiesta cosa volesse dire ‘davvero’ gioco di squadra…possiamo dire finalmente di essere una squadra?

Se vogliamo dare una definizione ‘googleiana’ (estrapolata da Internet) di lavoro di squadra, possiamo dire che “è l’abilità di lavorare insieme verso una visione comune. L’abilità di dirigere ogni realizzazione individuale verso un obiettivo organizzato. E’ il carburante che permette a persone comuni di ottenere riultati non comuni”…esattamente…

ciò che stiamo facendo è tutt’altro che comune!

L’altrui malpensiero ci dice che non possono esistere persone capaci di impegnarsi per il bene di tutti, senza velleità politiche (nel senso più basso del termine) e senza un tornaconto economico o di immagine.

Eppure, nonostante la diffidenza che ci circonda, questo gruppo di persone sembra essere stato plasmato proprio per raggiungere quell’obiettivo tanto agognato: la riconversione industriale dell’Ilva.

Tramite la collaborazione, riusciamo a far emergere il meglio di ognuno, sopperendo ai difetti ed esaltando invece i pregi. Questo ha comportato l’accettazione anche dei limiti degli altri.

Chissà, ho pensato, quali saranno state le motivazioni che hanno spinto ognuno di noi ad intraprendere questa avventura?

Gravi problemi sanitari? Amore per la città? Voglia di riscatto? O semplicemente il bisogno di sentirsi parte di qualcosa che va al di là della routine di tutti i giorni, di contribuire alla realizzazione di un’impresa straordinaria?

Qualunque sia l’origine di questa spinta interiore a collaborare, uniti verso un unico obiettivo e qualunque sia il futuro che ci attende, dopo un anno di intensa attività, sento il bisogno di dirvi GRAZIE!

GRAZIE SORELLE D’AMATO (Rosa e Maria Teresa) PER LA PASSIONE CHE CI INFONDETE!

GRAZIE ALDO PER IL TUO APPOGGIO INCONDIZIONATO E PER AVER MESSO A DISPOSIZIONE DI TUTTI LA TUA ATTIVITA’ DI FOTOGRAFO!

GRAZIE ANGELO PER LA TUA UMILTA’ E PER LA TUA ESTREMA DISPONIBILITA’!

GRAZIE GINO PER I TUOI PACATI ED IMPECCABILI CONSIGLI!

GRAZIE SALVATORE…GRAZIE ANNAMARIA…GRAZIE ALLA NOSTRA CANTANTE GRAZIA!

E PER FINIRE…GRAZIE DANIELA, A MODO TUO, COME UN ALLENATORE CON LA SUA SQUADRA, CI ACCOMPAGNI IN QUESTA DIFFICILE PARTITA e come un allenatore che si rispetti, sei sempre soggetta a critiche spietate!

La progettazione e la realizzazione del convegno “SOLE TERRA VENTO” che si è tenuto questa mattina, ci ha assorbito per mesi, ha richiesto l’impegno di tutti, nell’ambito delle proprie competenze e nei limiti del tempo a disposizione di ognuno di noi. Mesi di ricerca, di valutazione, di lunghissime telefonate (e Teresa avrebbe tanto da raccontare!), di animate discussioni tra noi, di studio per la migliore forma di comunicazione e per il messaggio da lanciare…per non parlare dell’impegno nella stampa di tutto il materiale pubblicitario.

Insomma, possiamo definirci una vera e propria catena di montaggio? (giusto per rimanere in tema di fabbrica!)

Un lungo lavoro che ci ha portato ad esplicitare chi siamo davvero e cioè un gruppo di semplici cittadini, conosciuti su un ‘banale’ social network (che banale non è proprio per niente) e che ha iniziato questo lavoro di squadra,come se tutto fosse destinato e portasse dritti dritti verso l’obiettivo. La lotta è dura, gli attacchi esterni alla nostra buonafede sono all’ordine del giorno e non sempre è facile reagire, a volte la stanchezza prende il sopravvento, ma non dobbiamo mai dimenticare l’importanza di ogni nostro contributo…anche del più piccolo.

Beh…ragazzi…come concludere?

BUONA RICONVERSIONE A TUTTI!!!

19 FEBBRAIO 2011

ROBERTA

LE ASSOCIAZIONI TARANTINE DISCUTONO IL CASO DEL SAN RAFFAELE DEL MEDITERRANEO

17 febbraio 2011 alle 21:25 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento
COMUNICATO STAMPA

LE ASSOCIAZIONI TARANTINE DISCUTONO IL CASO DEL SAN RAFFAELE DEL MEDITERRANEO

Sarà ricordato come l’Ospedale della discordia e dei misteri. Un vero e proprio caso. Non vi sono infatti in Italia precedenti per progetti talmente articolati e complessi come quello del San Raffaele del Mediterraneo, il polo definito di eccellenza che candida Taranto ad essere la prima e unica città d’Italia priva di un controllo e di una gestione pubblica degli ospedali.

Ma cosa si nasconde in realtà dietro la condizione capestro imposta da Don Luigi Verzé per una nuova struttura la cui apertura è vincolata e condizionata dalla chiusura di tutti i nosocomi pubblici della città?

Come potrà il presidente Vendola riuscire a conciliare la politica dei due forni operata dal suo partito: e cioè la difesa degli ospedali pubblici in tutti il resto dell’Italia e la soppressione della gestione pubblica a Taranto?

Quali decisioni e quali calcoli si celano dietro la scelta di destinare 120 Milioni di Euro e di non sostenere i cittadini pugliesi che da decenni attendevano il completamento di altre strutture sanitarie in sospeso, come l’Ospedale della Murgia?

E che senso aveva far mancare le risorse per tenere aperti e riqualificare gli ospedali nuovi di zecca della provincia di Taranto, inaugurati dopo anni di battaglie e sacrifici della popolazione locale.?

E infine, la variante urbanistica che ha destinato alla edilizia residenziale i suoli in origine assegnati esclusivamente alle opere pubbliche, quanto ha pesato o condizionato il progetto del nuovo ospedale?

Quella che doveva essere la primavera delle scelte condivise e manifestate dalla popolazione, il riordino della sanità, si dimostra invece al pari di una operazione ardita ed autarchica, priva del consenso e della consultazione di alcune parti sociale interessate, tanto da suscitare gli interrogativi e le perplessità persino dello stesso Ordine provinciale dei Medici, ma anche dei sindacati degli operatori sanitari.

Sono anni che i comitati di quartiere e le associazioni attendono di conoscere le risposte sulle quali il Presidente Vendola non si pronuncia neppure se incalzato nei programmi televisivi nazionali di prima serata. E ancora oggi i tarantini non sono informati sui risvolti e le contraddizioni del piano operativo dell’ospedale.

Nino Sangerardi, giornalista impegnato con Radio Popolare Milano, Italia Oggi e Libero, nonché autore dei saggi “Consulenze d’Italia” e “Banche e Miliardi”, sarà a Taranto nel pomeriggio di venerdì 18, presso la Biblioteca Comunale al Piazzale Bestat, dalle ore 16,30 alle 19,00, per narrare la sequenza degli eventi e gli imprevisti ricostruiti nella sua ultima opera: “Il Caso San Raffaele del Mediterraneo”.

L’iniziativa è sostenuta da numerose associazioni tra le quali Tamburi 9 luglio 1960, Comitato Taranto libera, gli Amici di Beppe Grillo e i Grilli di Taranto in Movimento, Taranto Ciclabile, l’Associazione degli Ammalati Cronici ed Immunitari, ma anche da Taranto Futura che sarà presente per illustrare i termini del ricorso presentato al TAR Lecce per impugnare la delibera della costituzione della Fondazione San Raffaele del Mediterraneo ed il finanziamento di 60 milioni da parte della Regione alla stessa Fondazione . L’ente pubblico non ha infatti scelto il privato con gara di appalto così come sancito dal Consiglio di Stato in tema di gestione sperimentale della Sanità Locale.

Taranto Futura ha impugnato anche dinanzi al TAR di Lecce la delibera sulla variante a Paolo VI, al fine di non permettere a Fintecna di costruire abitazioni private su terreni originariamente destinati ad opere pubbliche. I due ricorsi pendono dinanzi al TAR Lecce.

L’incontro non mancherà di fornire particolari non ancora conosciuti e di sollevare nuovi interrogativi.

ISDE. AVVISO URGENTE AI MEDICI PER L’AMBIENTE

17 febbraio 2011 alle 18:25 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

ISDE. AVVISO URGENTE AI MEDICI PER L’AMBIENTE
Antonio Faggioli – 11 febbraio 2011

La strategia della prevenzioni primaria per la promozione e la tutela del
binomio ambiente-salute è in pericolo.

Si vuole modificare l’art. 41 della Costituzione, che già sancisce la libertà
dell’iniziativa economica privata, sopprimendo:
Comma 2: “Non può svolgersi (l’iniziativa economica privata) in contrasto con
l’utilità sociale o in modo da recar danno alla sicurezza, alla libertà, alla
dignità umana”;
Comma 3: “La legge determina i programmi e i controlli opportuni perchè
l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata ai
fini sociali”.

Tra i fini sociali si mettono in discussione beni comuni quali l’ambiente e la
salute.

La modifica dell’art. 41 intende attribuire valore di legge a quanto anticipato
dal Piano Nazionale Prevenzione 2010-2012:
il controllo “… non deve essere preliminare (ex ante), ma su attività già in
esercizio per verificare se sono applicate o meno e con quale efficacia le
procedure di autocontrollo”;
“Il processo programmatorio si inverte; le scelte non sono più dettate dal
criterio prima ciò che è previsto dalla legge e poi il resto nel tempo che
eventualmente rimane, ma prima ciò che è necessario ed efficace”.

Si sopprime il controllo preventivo ex ante di competenza della Pubblica
Amministrazione, l’unica azione dimostrata efficace per combattere le malattie
cronico degenerative attribuibili ai rischi ambientali.

Ma c’è di peggio: tale controllo, sottratto alla Pubblica Amministrazione,
risulta già attribuito a soggetti privati, le Agenzie per le Imprese:
Legge n. 133/2008, art. 38:
“L’attestazione di sussistenza dei requisiti di legge per l’esercizio di
attività di impresa può essere affidata a soggetti privati accreditati – Agenzie per le Imprese –
che, in caso di istruttoria positiva, rilasciano dichiarazione di conformità che
costituisce titolo autorizzatorio all’esercizio”.
DPR. N. 159/2010:
sono soggetti privati accreditati: le Associazioni di categoria (artigiani,
agricoltori, commercianti); Associazioni imprenditoriali, Sindacati, Organi
tecnici di valutazione di conformità di progetti e opere; Studi associati o
associazioni di professionisti iscritti ad albi sono loro attribuite le seguenti funzioni: attività istruttoria; attività di autorizzazione; dichiarazione di conformità per autorizzazione all’esercizio dell’attività; referenti unici per tutte le pratiche amministrative relative
alle attività produttive.

La Pubblica Amministrazione sarà totalmente esautorata dalla tutela degli
interessi comuni in materia di ambiente e salute.

Gli interessi economici prevarranno su quelli di ambiente e salute.

I controllati saranno anche i controllori.

La strategia della prevenzioni primaria per la promozione e la tutela del binomio ambiente-salute è in pericolo.

Ressegna stampa: 1°convegno di Taranto libera. Il futuro di Taranto.

16 febbraio 2011 alle 21:39 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

CORRIERE DEL GIORNO. IL LINK AL PDF POTETE TROVARLO QUI:

corgiorno convegno

Comunicato stampa

Convegno “SOLE,TERRA,VENTO, Vocazioni di un territorio per una nuova economia”.
Sabato 19/2/2011 c/o l’ITIS PACINOTTI in Via Lago Trasimeno a partire dalle ore 9.30.

Questo evento vuole dare un segnale forte come espressione di una volontà popolare.

Noi esprimiamo il desiderio di un futuro diverso, di una realtà rispettosa dell’ambiente e della salute dei cittadini.
Con questo convegno non vogliamo dare soluzioni o abbracciare a priori alternative che possano risultare la panacea di tutti i mali del nostro territorio, ma vogliamo solo rendere chiara la volontà di parlare di rinnovamento, di trasformazione della società, una trasformazione che parta proprio dall’iniziare a chiedere un futuro e una realtà diversa, i cittadini devono fare domande e sollevare quesiti a cui è possibile dare una risposta.

Per questo motivo abbiamo invitato esponenti sia del mondo universitario, accademico che aziende, persone responsabili all’interno di società affermate, società che sono testimonianza concreta della possibilità di lavoro, di sviluppo nel rispetto dell’ambiente e della salute.

Il nostro desiderio è che questa volontà e questa consapevolezza si diffondano, si espanda la ferma volontà di chiedere e di partecipare attivamente alla vita politica della propria città e quando diciamo politica, non intendiamo la politica dei partiti, dei voti, ma parliamo di politica intesa nel suo significato originario, etimologico, di origine greca l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti, della partecipazione popolare alle decisioni della vita di tutti.

Questo convegno vuole anche dar voce al desiderio di capire, di comprendere meglio temi di cui tanto si parla, di cui tanto si discute, ma stavolta parlando con i diretti interpreti.

Speriamo quindi che questo evento possa essere un primo passo verso una realtà nuova in cui noi cittadini partecipiamo alla cosa pubblica, informando ed informandoci, e se siamo in grado di fare tutto questo noi, come semplici cittadini, possano sicuramente farlo molto meglio coloro che hanno più autorità e competenza per farlo, e mi riferisco ai nostri amministratori che amano o dovrebbero amare la loro terra tanto quanto la amiamo noi.

In coerenza con gli obiettivi del Comitato, tutti i membri hanno convogliato le proprie forze e secondo le proprie disponibilità e competenze hanno contribuito all’organizzazione di questo evento. Vogliamo ricordare in particolare:
Il coordinamento : Dott.ssa Daniela Spera, Prof.ssa Rosa D’Amato;
la Dott.ssa Maria Teresa D’Amato, responsabile delle relazioni pubbliche;
l’Arch. Roberta Villa, responsabile della comunicazione con la collaborazione del sig. Aldo Lupo;
gli Ing. Luigi Palombella, Salvatore Todaro e Bartolomeo Lucarelli, il sig. Angelo Cardellicchio, la Dott.ssa Grazia Maremonti, l’Avv. Annamaria Borsci.

Il Convegno ha ottenuto il Patrocinio morale di:
~ Comune di Taranto;
~ Assessorato regionale allo Sviluppo Economico;
~ Ordine degli Ingegneri della Provincia di Taranto;
~ Ordine regionale dei Geologi della Puglia ;
~ Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Taranto.

Questo convegno ha molteplici finalità e ragioni d’essere, è stato concepito per dar voce al desiderio di cambiamento, di rinnovamento, di molti cittadini.

Rassegna stampa della conferenza stampa tenutasi il 14/02/2011.

SOLE TERRA VENTO. Vocazioni di un territorio per una nuova economia.

6 febbraio 2011 alle 16:01 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | 3 commenti


CONVEGNO:
SOLE TERRA VENTO. Vocazioni di un territorio per una nuova economia.

con il patrocinio morale di:

COMUNE DI TARANTO

ASSESSORATO REGIONALE ALLO SVILUPPO ECONOMICO

ORDINE REGIONALE DEI GEOLOGI DELLA PUGLIA

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI TARANTO

COLLEGIO DEI GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DELLA PROVINCIA DI TARANTO

Dopo il forum sul ‘dopo acciaio’ proposto da Taranto libera e ospitato e diretto con grande serietà dal Corriere del Giorno, ecco un’altra occasione per ridiscutere di una nuova economia per Taranto.

Nel forum erano gli ambientalisti i protagonisti, questa volta pero’ parleranno gli esperti del settore.

Gli argomenti scelti sono ‘scottanti’, al centro di polemiche da parte di diversi rappresentanti politici. Ma la verità sta nel mezzo.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

PROGRAMMA DEL CONVEGNO:

MODERATRICE:
Luisa Campatelli– Direttore del CORRIERE DEL GIORNO

09.00 Accoglienza.

09.30 Presentazione dell’iniziativa.
Dott.ssa Daniela Spera, coordinatrice Comitato cittadino ‘Taranto libera’

09.45 Taranto e l’industria pesante: bassa ‘resilienza’ economica e teoria della path dependence.
Dott.ssa Adele Di Fabbio, dottoranda di ricerca – Università degli Studi di Bari – Istituzioni e politiche comparate – Sociologia Economica

10.10 La Geotermia: una risorsa possibile? Prospettive concretamente percorribili.
Prof. Mario Luigi Rainone, Università di Chieti – Direttore CeRS-GEO”
(Centro di Ricerche e Studi Sperimentali per le Geotecnologie)

10.35 Utilizzo della geotermia a bassa entalpia e della biomassa per l’energia termica ed elettrica. Ricaduta occupazionale.
Ing. Enzo Galiè e Dott. Geologo Corrado Parmegiani
Gruppo Stone Building – Energie Alternative e Geotermia a bassa entalpia

11.00 Coffee break

11.15 Tecnologie solari per una economia sostenibile. Ricadute in termini occupazionali con la crescita del settore delle energie rinnovabili.
Dr. Francesco Colelli – SOLARLIGHT ITALIA – Angelantoni Industrie S.p.A. Energie del sole

11.40 L’impatto di Vestas in termini occupazionali, ambientali e di sicurezza e salute dei dipendenti.
Ing. Fabrizio Michelotto e dott.ssa Elisa Nicoletti – VESTAS Nacelles Italia
Progettazione e realizzazione di impianti eolici

12.05 L’eolico a dimensione delle piccole aziende.
Ing. Pietro Lecce – JONICA IMPIANTI – Minieolico e Microgenerazione

12.30 Dibattito sui temi proposti

“Si continua a dimenticare che è la combinazione di tutti gli agenti chimici di origine industriale a determinare un quadro tossicologico e sanitario grave”

4 febbraio 2011 alle 19:36 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | 2 commenti

Comitato Taranto libera (Daniela Spera):
‘L’atteggiamento della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati era prevedibile. In questa maniera siamo entrati in un circuito di ‘attesa’ che è esattamente favorevole a logiche politiche palesemente schierate dalla parte degli industriali. Oggi la politica segue le logiche delle grandi aziende non è interessata alla tutela della salute umana. Faranno slittare tutto al 2012, a quel punto ogni sforzo sarà stato inutile. Ricordiamo che siamo già a febbraio 2011 (la ‘primavera’ è prossima) e la Direttiva europea fissa il valore obiettivo di 1 ng/m3 a partire dal 2013. Nel merito della risoluzione, dubito che qualora si riuscisse entro l’anno ad ottenere la modifica del decreto legislativo, questa si riveli risolutiva. Si tratterebbe comunque sia di una media annuale. Occorre sempre chiedere il massimo…’

Benzo(a)pirene, la lotta al singolo inquinante non risolve il problema

“Si continua a dimenticare che è la combinazione di tutti gli agenti chimici di origine industriale a determinare un quadro tossicologico e sanitario grave”

Chi non mastica la questione ambientale rischia ogni giorno di essere confuso o depistato da articoli e note stampa che apparentemente si contraddicono.
A Taranto il tema ambientale è tortuoso non solo perché, ad oggi, non c’è una sola soluzione a questo problema ma, anche perché, le linee da seguire per centrare l’obiettivo (salvaguardare la salute e preservare l’occupazione) sono molteplici.
Così ci si divide inesorabilmente tra quelli che vogliono la chiusura totale dell’Ilva (sempre sul tavolo degli imputati come maggiore artefice dell’inquinamento) e quelli che vorrebbero la sola chiusura del reparto (quello a caldo) che dispenserebbe alla città il maggior quantitativo di inquinanti.
Ma non solo: i comitati e le associazioni pro ambiente si dividono poi anche su come intervenire sugli inquinanti.
L’esempio di questi giorni è il benzo(a)pirene.
Il nuovo decreto legislativo 155/2010 ha sollevato una questione nazionale: il limite temporale di adeguamento, del limite di sostanza immesso nell’aria, è passato dal 2012 al 2013 ed ora le associazioni chiedono al Governo di ripristinare i limiti contenuti nel vecchio decreto legislativo 152/2007.
A chiedere con forza il ripristino della vecchia normativa è il cartello ambientalista AltaMarea che con una nota stampa, pubblicata ieri sul nostro quotidiano, ha chiesto questo ai Deputati della Commissione Ambiente di Montecitorio.
AltaMarea quindi starebbe facendo una lotta al singolo inquinante: prima la diossina (ottenendo la famosa legge regionale 44 del 2008) ora il benzo(a)pirene.
Di vedute opposte è il Coordinamento Comitato Taranto libera.
Nato solo un anno fa, il Comitato può già vantare un curriculum ambientalista di tutto rispetto: significativo l’impegno nello smascherare l’inghippo del raddoppio dello stabilimento Eni di Taranto, una campagna sull’inquinamento da berillio nel quartiere Tamburi ed un impegno costante sul versante diossina e benzo(a)pirene.
Il Coordinamento non ha mai nascosto la sua linea, da molti considerata poco morbida: un no secco alla lotta al singolo inquinante ed una chiusura immediata, senza se e senza ma, delle cokerie che, secondo i dati Arpa, sarebbero la fonte del disastro ecologico.
Con una nota stampa Taranto libera ribadisce il concetto introdotto in un intervento del 28 ottobre 2010 sempre pubblicato sul nostro giornale: inserimento di una “soglia di allarme” nella normativa ricordando però che la lotta al singolo inquinante non elimina i rischi sulla salute dell’uomo.
“Gli appelli rivolti da più parti ai nostri Parlamentari – scrivono quelli di Taranto libera- non sono sufficienti. Chiedere il semplice ripristino all’interno del decreto legislativo 155/2010 di una vecchia normativa ‘cancellata’ non basta. Anche la precedente normativa prevedeva comunque la valutazione dei dati solo in seguito ad un calcolo medio annuale…”.
Secondo i componenti di Taranto libera non si può aspettare un anno per valutare se, secondo una stima annuale, il benzo(a)pirene sia nei limiti. Questo perché “le medie annuali ‘nascondono’ i picchi relativi ad ogni sforamento e non permettono quindi di tutelare adeguatamente la salute dei cittadini”.
La cosa più giusta da fare, dicono quelli di Taranto libera, sarebbe l’introduzione all’interno del dettato normativo del concetto di “soglia dall’allarme: livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per la popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di adottare provvedimenti immediati”.
“Si continua a dimenticare – conclude la nota – che è la combinazione di tutti gli agenti chimici di origine industriale (indipendentemente dal rispetto dei limiti di legge) a determinare un quadro tossicologico e sanitario di una gravità e complessità tali rendere impossibile una reale valutazione dei danni alla salute, in una città così vicina alla zona industriale che a buon diritto si può ritenere in stato di allarme. Gli organi competenti possiedono già tutti gli elementi per intervenire in maniera davvero efficace affinché si ponga fine a questo scempio ambientale. Cosa aspettano dunque?”

Antonello Corigliano

VOCE AGLI ALLEVATORI

4 febbraio 2011 alle 18:23 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

Di Maria Teresa D’Amato.Un’altra serata del ciclo Riconversione Culturale organizzata da Taranto libera ha avuto luogo, serata cominciata con la proiezione di un video toccante che vede protagonista la masseria dei Fornaro, una masseria del secondo ottocento bellissima.
500 pecore, l’intero allevamento dei Fornaro, sono state abbattute a causa della diossina come deliberato dalla giunta regionale pugliese, che ha deciso da dicembre 2008 a dicembre 2010 l’abbattimento di 1.200 animali, distribuiti in più di sette allevamenti.
Oltre a questo è scattato anche il divieto di pascolo. L’articolo 2 dell’ordinanza Regione Puglia 176/2010 fissa infatti, il “divieto di pascolo sui terreni non aventi destinazione agricola ricadenti, entro un raggio di non meno di 20 km attorno all’ area industriale di Taranto”, 20 km…
Una masseria, quella dei Fornaro che esisteva molto prima dell’arrivo dell’ industria, un’industria che è attualmente l’unica indagata dalla procura di Taranto per disastro ambientale.
Vincenzo Fornaro ci ha lasciato una sua testimonianza, esprimendo il suo dolore per la fine di un’attività centenaria e palesando il suo desiderio di giustizia nei confronti di chi continua ad inquinare e a determinare una situazione di emergenza sanitaria e ambientale a Taranto.
L’allarme è generale e fa riferimento a tutto il territorio di Taranto e provincia e riguarda anche un altro prodotto tipico del nostro territorio: i mitili.
Ne abbiamo parlato con il dott. Massimo Giusto del Centro Ittico Tarantino, che ha ribadito l’importanza di potenziare i controlli attraverso progetti seri e articolati che coinvolgano ASL, ARPA e CNR.
Il presidente del Centro Ittico ha continuato nel corso della serata sottolineando l’importanza di alcuni concetti chiave come la necessità di creare consorzi che tutelino il prodotto, il carattere fondamentale della tracciabilità del prodotto stesso e l’attuazione di processi culturali mirati a stimolare i potenziali imprenditori locali all’adesione ai bandi utili per poter usufruire dei fondi europei che permettono la realizzazione di progetti volti alla salvaguardia del territorio e delle sue risorse.
Esempio è La Torre dell’Orologio che è diventato museo della cultura del mare, luogo simbolico di una delle attività che ha da sempre segnato e contraddistinto l’economia tarantina, la mitilicoltura.
Taranto è un’antica città di mare e la città vecchia, in particolare, il contenitore vitale in cui è racchiuso il dna della nostra storia, che lentamente perdiamo trascinati nel regresso industriale.
A questo proposito il dibattito ha sottolineato l’importanza del ruolo e delle funzioni dell’associazionismo nel realizzare e proporre progetti e conoscenza sul territorio anche a tutela di un settore come quello della mitilicoltura che è ufficialmente in grado di dare lavoro a più di 800 persone oltre al relativo indotto (attività di depurazione e spedizione). Una serata dunque ricca di spunti, riflessioni e progetti che si è protratta fino a tardi lasciando poco spazio all’arte, una serata che ha pero’ dato l’opportunità all’artista presente in sala di approfondire e comprendere meglio il dramma della nostra città. Ritornerà per offrirci la sua arte arricchita di storia tarantina.

Benzo(a)pirene: attenzione alla ‘media annuale’!

2 febbraio 2011 alle 11:01 | Pubblicato su Comunicati stampa | Lascia un commento

COMUNICATO STAMPA

Comitato Taranto libera

Benzo(a)pirene: attenzione alla ‘media annuale’!

Gli appelli rivolti da più parti ai nostri Parlamentari non sono sufficienti. Chiedere il semplice ripristino all’interno del decreto legislativo 155/2010 di una vecchia normativa ‘cancellata’ non basta. Anche la precedente normativa prevedeva comunque la valutazione dei dati solo in seguito ad un calcolo medio annuale (‘obiettivo di qualità’). Attualmente, infatti, si valuta il ‘valore obiettivo’, che è riferito ad una media annuale. Non possiamo permetterci di attendere un anno per vedere applicato un qualunque intervento da parte degli organi competenti. Ricordiamo inoltre che le medie annuali ‘nascondono’ i picchi relativi ad ogni sforamento e non permettono quindi di tutelare adeguatamente la salute dei cittadini. Questo comitato ribadisce che affinché si possa parlare di leggi efficaci è necessaria la valutazione dei dati in tempi più ristretti. A tal fine, come spiegato da Taranto libera nel corso delle audizioni in commissione ambiente in Regione e nel corso di una conferenza stampa (6 dicembre 2010), questo si può realizzare solo attraverso l’inserimento della ‘soglia d’allarme’ (livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per la popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di adottare provvedimenti immediati). In questo modo si possiedono giuridicamente i mezzi necessari per applicare immediate misure sanzionatorie e per arrestare gli impianti una volta superato il numero di sforamenti consentiti dalla legge (da stabilire e a seguito di valutazione mensile). Ricordiamo inoltre che l’ARPA si appresta ad avviare ulteriori monitoraggi diagnostici per stabilire ancora una volta la provenienza del benzo(a)pirene. Taranto libera si chiede l’utilità di questa procedura, dato che la stessa ARPA Puglia nella relazione tecnica del 4 giugno 2010, peraltro validata scientificamente dallo stesso TAR Lecce che ha cosi’ respinto il ricorso presentato da Ilva, ha dichiarato che il 98% del benzo(a)pirene proviene dalle cokerie Ilva. Relativamente ai danni sanitari non ci soffermiamo su questo singolo agente inquinante, dato che si continua a dimenticare che è la combinazione di tutti gli agenti chimici di origine industriale (indipendentemente dal rispetto dei limiti di legge) a determinare un quadro tossicologico e sanitario di una gravità e complessità tali rendere impossibile una reale valutazione dei danni alla salute, in una città cosi’ vicina alla zona industriale che a buon diritto si può ritenere in stato di allarme. Gli organi competenti possiedono già tutti gli elementi per intervenire in maniera davvero efficace affinché si ponga fine a questo scempio ambientale. Cosa aspettano dunque?.

Coordinamento Comitato Taranto libera

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