“Si continua a dimenticare che è la combinazione di tutti gli agenti chimici di origine industriale a determinare un quadro tossicologico e sanitario grave”

4 febbraio 2011 alle 19:36 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | 2 commenti

Comitato Taranto libera (Daniela Spera):
‘L’atteggiamento della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati era prevedibile. In questa maniera siamo entrati in un circuito di ‘attesa’ che è esattamente favorevole a logiche politiche palesemente schierate dalla parte degli industriali. Oggi la politica segue le logiche delle grandi aziende non è interessata alla tutela della salute umana. Faranno slittare tutto al 2012, a quel punto ogni sforzo sarà stato inutile. Ricordiamo che siamo già a febbraio 2011 (la ‘primavera’ è prossima) e la Direttiva europea fissa il valore obiettivo di 1 ng/m3 a partire dal 2013. Nel merito della risoluzione, dubito che qualora si riuscisse entro l’anno ad ottenere la modifica del decreto legislativo, questa si riveli risolutiva. Si tratterebbe comunque sia di una media annuale. Occorre sempre chiedere il massimo…’

Benzo(a)pirene, la lotta al singolo inquinante non risolve il problema

“Si continua a dimenticare che è la combinazione di tutti gli agenti chimici di origine industriale a determinare un quadro tossicologico e sanitario grave”

Chi non mastica la questione ambientale rischia ogni giorno di essere confuso o depistato da articoli e note stampa che apparentemente si contraddicono.
A Taranto il tema ambientale è tortuoso non solo perché, ad oggi, non c’è una sola soluzione a questo problema ma, anche perché, le linee da seguire per centrare l’obiettivo (salvaguardare la salute e preservare l’occupazione) sono molteplici.
Così ci si divide inesorabilmente tra quelli che vogliono la chiusura totale dell’Ilva (sempre sul tavolo degli imputati come maggiore artefice dell’inquinamento) e quelli che vorrebbero la sola chiusura del reparto (quello a caldo) che dispenserebbe alla città il maggior quantitativo di inquinanti.
Ma non solo: i comitati e le associazioni pro ambiente si dividono poi anche su come intervenire sugli inquinanti.
L’esempio di questi giorni è il benzo(a)pirene.
Il nuovo decreto legislativo 155/2010 ha sollevato una questione nazionale: il limite temporale di adeguamento, del limite di sostanza immesso nell’aria, è passato dal 2012 al 2013 ed ora le associazioni chiedono al Governo di ripristinare i limiti contenuti nel vecchio decreto legislativo 152/2007.
A chiedere con forza il ripristino della vecchia normativa è il cartello ambientalista AltaMarea che con una nota stampa, pubblicata ieri sul nostro quotidiano, ha chiesto questo ai Deputati della Commissione Ambiente di Montecitorio.
AltaMarea quindi starebbe facendo una lotta al singolo inquinante: prima la diossina (ottenendo la famosa legge regionale 44 del 2008) ora il benzo(a)pirene.
Di vedute opposte è il Coordinamento Comitato Taranto libera.
Nato solo un anno fa, il Comitato può già vantare un curriculum ambientalista di tutto rispetto: significativo l’impegno nello smascherare l’inghippo del raddoppio dello stabilimento Eni di Taranto, una campagna sull’inquinamento da berillio nel quartiere Tamburi ed un impegno costante sul versante diossina e benzo(a)pirene.
Il Coordinamento non ha mai nascosto la sua linea, da molti considerata poco morbida: un no secco alla lotta al singolo inquinante ed una chiusura immediata, senza se e senza ma, delle cokerie che, secondo i dati Arpa, sarebbero la fonte del disastro ecologico.
Con una nota stampa Taranto libera ribadisce il concetto introdotto in un intervento del 28 ottobre 2010 sempre pubblicato sul nostro giornale: inserimento di una “soglia di allarme” nella normativa ricordando però che la lotta al singolo inquinante non elimina i rischi sulla salute dell’uomo.
“Gli appelli rivolti da più parti ai nostri Parlamentari – scrivono quelli di Taranto libera- non sono sufficienti. Chiedere il semplice ripristino all’interno del decreto legislativo 155/2010 di una vecchia normativa ‘cancellata’ non basta. Anche la precedente normativa prevedeva comunque la valutazione dei dati solo in seguito ad un calcolo medio annuale…”.
Secondo i componenti di Taranto libera non si può aspettare un anno per valutare se, secondo una stima annuale, il benzo(a)pirene sia nei limiti. Questo perché “le medie annuali ‘nascondono’ i picchi relativi ad ogni sforamento e non permettono quindi di tutelare adeguatamente la salute dei cittadini”.
La cosa più giusta da fare, dicono quelli di Taranto libera, sarebbe l’introduzione all’interno del dettato normativo del concetto di “soglia dall’allarme: livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per la popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di adottare provvedimenti immediati”.
“Si continua a dimenticare – conclude la nota – che è la combinazione di tutti gli agenti chimici di origine industriale (indipendentemente dal rispetto dei limiti di legge) a determinare un quadro tossicologico e sanitario di una gravità e complessità tali rendere impossibile una reale valutazione dei danni alla salute, in una città così vicina alla zona industriale che a buon diritto si può ritenere in stato di allarme. Gli organi competenti possiedono già tutti gli elementi per intervenire in maniera davvero efficace affinché si ponga fine a questo scempio ambientale. Cosa aspettano dunque?”

Antonello Corigliano

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2 commenti »

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  1. Complimenti per il grande lavoro che state facendo. Sono lontano da voi solo geograficamente ma vi seguo molto da vicino. un caro saluto

    • Grazie Alex, continueremo a lavorarare per Taranto e per tutti voi che ci seguite da lontano. Un caro saluto a te.
      Daniela Spera


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